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Analisi degli investimenti nei poli sciistici del F-VG in relazione all’emergenza climatica


Pubblichiamo il dossier predisposto dal Gruppo consiliare regionale Patto per l’Autonomia – Civica FVG in occasione della conferenza stampa del 

I dati di “Montagna 365” e ARPA F-VG indicano che la Giunta sta investendo in un settore destinato a scomparire:

Temperature “Hot Spot” e riscaldamento accelerato

Il F-VG è definito un “Hot spot” del riscaldamento: le temperature aumentano più velocemente della media mondiale.
Nel 2024, l’anomalia termica in regione ha raggiunto i +2,5°C rispetto all’epoca preindustriale.
Le vette alpine hanno registrato incrementi di 0,068°C all’anno negli ultimi tre decenni

 

 

La Linea di Affidabilità Neve (LAN): Si attesta oggi a 1500 metri e sale di 150 metri per ogni grado di aumento termico. Le stazioni del F-VG operano per la maggior parte tra 1000 e 1900 metri, ricadendo quasi interamente in zona climatica precaria.
Modelli esteri: L’Austria sta già procedendo alla dismissione delle aree sciistiche situate tra i 1200 e i 1600 metri, perché non più sostenibili, fascia in cui ricadono gran parte dei nostri impianti.

 

 

 

Riduzione della stagione: Si stima una riduzione della stagione sciistica di 15-30 giorni a causa della neve tardiva o del disgelo anticipato che porta a un netto calo dei giorni con suolo innevato indipendentemente dall’altitudine. I giorni di gelo sono scesi da 60 a 40 giorni l’anno, quindi stagione ridotta. Innalzamento dei costi operativi per innevamento e gestione impianti.

 

 

Calo del 15% dei turisti: Le stesse proiezioni di Arpa FVG indicano un calo stimato dei turisti invernali al 2030 del – 15% per il Nord Est.

 

 

Casi di investimenti da “accanimento terapeutico” e segnalazione di impianti ed  edifici dismessi o non completati

Il report Neve Diversa 2026 prodotto da Legambiente documenta progetti anacronistici e segni di abbandono sul territorio regionale:

  • Nuova area Slalom-Montasio (Sella Nevea): Investimento da 3 milioni di euro per una seggiovia su un versante esposto al sole che già fallì negli anni ’80 per l’accelerata fusione della neve.
  • Pista “Lazzaro” (Tarvisio): Progetto contestato per l’abbattimento di 5-6 ettari di bosco protetto per specie sensibili.
  • Patrimonio abbandonato: Si contano 11 impianti dismessi e 14 edifici sospesi (strutture turistiche abbandonate), come i ruderi delle sciovie del Poviz o lo skilift di Passo Tanamea fermo dal 1976.

L’accanimento finanziario sui poli sciistici F-VG. Un’impennata senza precedenti

L’analisi delle delibere della Giunta regionale tra il 2021 e il 2025 evidenzia un’esplosione dei costi programmati per il sostegno dell’industria dello sci naturale, nonostante il Friuli-Venezia Giulia sia ormai classificato come un “hot spot” del riscaldamento globale

 

 

Le risorse stanziate per i sei poli montani sono passate in 5 anni da 36 milioni di euro nel 2021 (Del. 689) a oltre 190 milioni di euro nel 2025 (Del. 1789). Cioè un incremento del 429%.

Sui giornali il 25 marzo 2026 l’assessore Bini si congratulava per aver portato sulle piste +5 % di incassi e +6,3 % di sciatori rispetto all’inverno precedente.

Ma bisogna riportare il dibattito alla realtà e mettere questo dato a confronto con l’incremento degli investimenti: un misero 6% annuo a fronte di un incremento degli investimenti del + 429% in 5 anni.

Dal 2000 al 2019, la politica regionale ha immesso 266 milioni di euro nel settore dello sci di discesa. Il dato è particolarmente rilevante nel contesto della nostra analisi perché evidenzia il distacco abissale con la programmazione attuale: nel 2025 la Giunta attuale ha programmati 190 milioni in una singola delibera.

 

 

 

 

L’altimetria finanziaria: analisi per polo sciistico 

Di seguito il dettaglio dell’evoluzione della spesa programmata e gli esempi più critici estratti dalle fonti:

  • Zoncolan (Altitudine piste: 950 – 1.970 m) 
    • 2021: € 3M | 2025: € 37,1M (+1139%).
    • Esempi di spesa:
      Per sci alpinismo, slittini, Mountain Carts stanziati 4,3M
      Si investono 3,5M nel Bacino Tamai
      2M nella riprofilatura della pista 4.
  • Tarvisio (Altitudine piste: 754 – 1.756 m) 
    • 2021: € 10,5M | 2025: € 36,2M (+245%).
    • Esempi di spesa:
      12 milioni per il nuovo impianto Misconca-Limerza
      5M per le piste dell’area Angelo.
      Un nuovo bacino da 3,48M è attualmente bloccato da un ricorso al TAR.
  • Sella Nevea (Altitudine piste: 1.140 – 2.133 m) 
    • 2021: € 1M | 2025: € 17,3M (+1639%).
    • Esempi di spesa: 5,85M per la seggiovia Gilberti a 4 posti
  • Forni di Sopra/Sauris (Altitudine piste: 907 – 2.067 m) 
    • 2021: € 3M | 2025: € 12,2M (+308%).
    • Esempi di spesa:
      2,5M per il Laghetto Davost
      1,7M per il nuovo campo scuola Som Picol
      1,6M per la pista Varmost 1
  • Piancavallo (Altitudine piste: 1.280 – 1.805 m) Qualche indizio di destagionalizzazione!
    • 2021: € 3M | 2025: € 12,8M (+329%).
    • Esempi di spesa:
      4,9M per lo sviluppo bi-stagionale dell’area Roncjade/Col Alto
      1,6M per il Palapredieri.
  • Sappada (Altitudine piste: 1.245 – 2.024 m) 
    • 2021: € 15,5M | 2025: € 53,4M (+245%).
    • Caso critico: Assorbe da sola un quarto della programmazione regionale. Un singolo mega-progetto per il nuovo impianto dell’area Sappada 2000 costa 31 milioni di euro.
      Altri 9,7M sono destinati a innevamento e bacini di accumulo

Conclusione: La strategia regionale attuale ignora le evidenze scientifiche, continuando a versare milioni di euro pubblici in infrastrutture “neve-dipendenti” a quote che la crisi climatica ha già condannato, sottraendo risorse vitali alla necessaria riconversione economica della nostra montagna.

 

Analisi gestionale dei poli montani F-VG

Panoramica generale: Ingressi e risultato operativo totale

L’andamento complessivo del sistema mostra una crescita significativa dei volumi di sciatori, che tuttavia non si traduce automaticamente in un equilibrio finanziario per l’intero comparto

Il sistema in rosso. Mostra l’andamento del risultato operativo totale, evidenziando come il sistema sia rimasto costantemente in perdita dal 2021 (anno del Covid) fino al 2025. Il 2023 è stato l’anno più vicino al pareggio di bilancio, ma poi il deficit torna strutturale.

 

 

Il paradosso del 2025.
Nonostante il record storico di 1,13 milioni di primi accessi (= ingressi giornalieri agli impianti), l’incremento dei ricavi è spesso vanificato dall’impennata dei costi variabili diretti (energia per innevamento artificiale, manutenzioni, personale).
Ad esempio, nel 2025, a fronte di 17,9 milioni di euro di ricavi, i soli costi variabili sono stati di 17,8 milioni, lasciando un margine di contribuzione di appena € 163.000, del tutto insufficiente a coprire gli oltre 1,3 milioni di costi fissi.

 

 

 

Andamento economico dei singoli poli. Dall’analisi dei singoli poli emergono situazioni strutturali di perdita, dove i ricavi non riescono a coprire i costi variabili e fissi di gestione.

 

  • Zoncolan: il polo più solido. Presenta un trend stabilmente positivo con una crescita costante.
  • Tarvisio: trend altalenante ma prevalentemente positivo.
  • Piancavallo: trend in netto peggioramento. Ha eroso i piccoli utili iniziali del 2022 e 2023
  • Forni di Sopra-Sauris: trend in peggioramento cronico. È il polo con il deficit più grave, con perdite che sono aumentate ogni anno
  • Sella Nevea: trend stabilmente negativo. Nonostante il parziale recupero del 2024, il polo ha registrato pesanti disavanzi 
  • Sappada: Trend negativo costante. Le perdite oscillano stabilmente sotto lo zero

In sintesi: solo Zoncolan e Tarvisio riescono a mantenersi sopra la linea di galleggiamento (area positiva). Tutti gli altri poli presentano deficit strutturali, con Forni di Sopra e Piancavallo che mostrano la traiettoria più preoccupante verso un passivo sempre più profondo.

 

 

Sintesi dei disavanzi 2025. I due poli in positivo non riescono a bilanciare le perdite strutturali degli altri.

 

 

Skipass agevolati: Il F-VG vanta gli skipass più economici delle Alpi grazie a ingenti interventi pubblici: il giornaliero costa 44 euro (385 euro lo stagionale) e lo sci è gratuito per i nati tra il 2019 e il 2023. Ma qual è il costo reale per questa politica dei prezzi?

Conclusione: Il sistema montano regionale, pur attirando un numero crescente di turisti, rimane strutturalmente in perdita. La crescita degli ingressi (anche quella record del 2025) non riesce a garantire l’autosufficienza economica a causa di costi di gestione che erodono quasi interamente i ricavi delle vendite.

 

Estate / inverno, le stagioni non sono uguali…

In base ai dati del Piano Strategico Montagna 365, i turisti estivi in Friuli Venezia Giulia sono numericamente superiori a quelli invernali.

Il potenziale per una transizione è evidente: le presenze estive (645.238) hanno già ampiamente superato quelle invernali (395.697). Tuttavia, la mutazione della domanda turistica — verso l’outdoor, il benessere e l’enogastronomia — si scontra con una governance locale inadeguata.

  • Nel periodo analizzato, l’estate ha rappresentato circa il 62% delle presenze totali, contro il 38% dell’inverno.
  • Andamento temporale: I grafici relativi al trend 2016-2018 mostrano come la linea delle presenze estive sia costantemente posizionata al di sopra di quella invernale.

[Questi dati si riferiscono alle “presenze” (ovvero i pernottamenti), mentre i dati di oltre 1,1 milioni discussi in precedenza per la stagione 2025 si riferiscono ai “primi accessi” (ovvero i passaggi giornalieri agli impianti di risalita), che sono un indicatore diverso dell’affluenza puramente sciistica.]Non solo. Dal DEFR 2026 approvato a luglio 2025: «Banca d’Italia stima che la spesa dei turisti stranieri sul territorio regionale nel corso del 2024 è stata pari a 18 miliardi di euro, in calo del 4,4% rispetto al 2023 ed in controtendenza rispetto alla media nazionale (+4,9%). La minor spesa non si associa ad un calo dei viaggiatori stranieri che, al contrario, risultano aumentati del 2% rispetto al 2023, quanto ai pernottamenti, secondo una condizione rilevata anche dall’indagine Istat e sul quale ha inciso la minor permanenza media dei Tedeschi del 2024.»

Turismo invernale: riportiamo il dibattito alla realtà

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