
Domini Collettivi: un ruolo imprescindibile nella salvaguardia ambientale
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«I Domini collettivi rappresentano non solo un’eredità storica, ma anche un’opportunità concreta per ripensare la gestione del territorio e le relazioni tra uomo e natura. I Beni comuni dovrebbero pertanto essere gestiti secondo un modello orientato al benessere del territorio, dell’ambiente e della biodiversità, elementi che rappresentano intrinsecamente anche il benessere della Comunità e delle future generazioni».
In quest’ottica, risulta evidente l’importanza di riconoscere gli Enti che rappresentano le collettività e attraverso cui le Comunità amministrano i propri Domini collettivi «come attori fondamentali nella gestione sostenibile del paesaggio e delle risorse naturali. Le loro attività apportano un contributo rilevante alla tutela della biodiversità e alla conservazione del paesaggio, assumendo un ruolo imprescindibile nella salvaguardia ambientale».
Sono queste alcune delle conclusioni più stringenti proposte dai due “policy brief” frutto del Progetto di ricerca “RuComItaly”.
Entrambi i documenti, redatti dall’azienda di consulenza ambientale “Etifor | Valuing Nature”, affrontano le questioni connesse ad una piena valorizzazione dei Domini collettivi in Italia e le sfide e le prospettive per una piena attuazione della normativa costituzionale che, nel 2017, ha sancito il pieno riconoscimento di questo «ordinamento giuridico primario delle comunità originarie» (Legge 20 novembre 2017, n. 168. “Norme in materia di domini collettivi”).
I due lavori “gemelli” prendono in esame rispettivamente le cosiddette «proprietà collettive» (più comunemente presenti nell’Italia centro-settentrionale, in tutto il Friuli e sul Carso) e le cosiddette «terre di uso civico» (presenti specificatamente nell’Italia meridionale).
Insieme con i ricercatori del Progetto “Valorising rural commons for a greener and fairer society. Insights from Southern and Northern Italy (RuComItaly)”, gli esperti di “Etifor | Valuing Nature” hanno utilizzato per la stesura dei “policy brief” una metodologia qualitativa, interdisciplinare e comparativa, che ha previsto l’analisi della letteratura dedicata, momenti di confronto sul campo, interviste qualitative semi-strutturate per la raccolta di casi di studio, esperienze virtuose e buone pratiche di gestione dei Domini collettivi. Fra le realtà coinvolte, figura anche l’Alleanza friulana Domini collettivi.
Dare piena applicazione alla Legge statale 168/2017
I due lavori – intitolati “Valorizzare le proprietà collettive: Raccomandazioni di policy per un’efficace implementazione della Legge 168/2017” e “Valorizzare le terre di uso civico: Raccomandazioni di policy per un’efficace implementazione della Legge 168/2017” – propongono una dettagliata analisi delle straordinarie opportunità offerte da una piena applicazione della Legge costituzionale “Norme in materia di domini collettivi”, delle criticità che tuttora ne impediscono una piena applicazione, ma anche delle più interessanti pratiche di applicazione, sviluppate fino ad oggi, sia nei territori dove sono già all’opera gli enti esponenziali delle Comunità, sia in quei territori ove tali enti ancora mancano.
Particolarmente interessante e innovativa, risulta l’ottica con la quale viene approfondita e sottolineata la funzione ambientale, da sempre svolta dai Domini collettivi, insieme con le funzioni economica e socio-culturale.
I “policy brief” affrontano la questione dal presupposto che i «Domini collettivi costituiscono una realtà nazionale che corrisponde per caratteristiche ed effetti alle modalità di governance territoriale internazionalmente definite come ICCAs o Territori di vita. Questi due concetti hanno preso forma attraverso le azioni di advocacy condotte nell’ambito dei trattati internazionali ambientali, con due fuochi principali: garantire i diritti dei popoli indigeni e delle comunità locali in relazione alle aree protette, e arrivare al riconoscimento dell’importanza della conservazione ambientale messa in campo dalle comunità, con le loro modalità, istituzioni e per i propri fini». Questo «movimento globale si è costituito in un’associazione dotata di personalità giuridica, denominata ICCA Consortium (www.iccaconsortium.org)».
Entrambi i documenti del Progetto “RuComItaly”.sono liberamente disponibili anche al link: www.etifor.com/it/portfolio/domini-collettivi.
Attivista dell’Alleanza friulana Domini collettivi, Luca Nazzi cura la newsletter «Gnovis/Novice/Nachrichten/News La Vicìnia» (vicinia.friuli@gmail.com), che si occupa di Domini collettivi in Friuli, in Italia e nel mondo.


