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Iniziative civiche a Udine


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Udine, come tutte le città italiane, è interessata da criticità per quanto riguarda la sicurezza a causa della presenza di fenomeni di spaccio. Una delle aree interessate è stata quella della zona di viale Ungheria che ha visto nascere comitati di cittadini che si sono mossi per risolvere la situazione. Abbiamo sentito il portavoce di uno di questi.

Mario Cecchini perché avete fondato il comitato “viale Ungheria e dintorni”? 

Nasce il tutto dal fatto che la zona era interessata da spacciatori di droga e quant’altro che alteravano il quieto vivere e la sensazione di sicurezza. In cinque abbiamo deciso di formare questo comitato che poi ha avuto l’attenzione e l’approvazione di diversi abitanti.

Cosa avete fatto?

Abbiamo chiesto l’intervento delle forze dell’ordine e con l’attenzione fattiva di Prefetto e Assessore alla sicurezza del Comune, dopo tanti interventi che si sono succeduti nel tempo la situazione è effettivamente cambiata. Dopo cinque/sei mesi gli spacciatori non ci sono più ma noi continuiamo a tenere alta l’attenzione e stiamo ragionando per fare incontri, piccole manifestazioni che servano ad aggregare la gente e a portarla fuori dalle abitazioni.

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Creare una vita di quartiere è un aspetto positivo per il controllo del territorio ma soprattutto per vivere bene?

Sì, qui è migliorata la qualità della vita ma ci vorrebbe ancora più partecipazione.

Ci sono anche altri comitati con sensibilità diverse nati nel quartier?

Sì e all’inizio la cosa ci ha un po’ destabilizzato e creato discussioni perché noi ribadiamo che siamo nati per il tema della sicurezza e non tanto su quelli dell’assistenza o su temi culturali, pur vedendo positivamente che ci siano cittadini che si mobilitino anche su altri temi, ma noi sottolineiamo il fattore sicurezza che è un bisogno primario. Abbiamo avuto qualche contrasto ma niente di grave.

I contrasti fanno parte della vita!

Senz’altro.

Cosa consiglieresti a chi si trova di fronte a casi simili?

Raggrupparsi e non chiudersi e far finta di niente a proposito di quello che succede fuori dalle proprie case, partecipare, certa gente occupa gli spazi quando questi sono abbandonati.

Una nota finale. Un problema che non abbiamo affrontato nel breve colloquio è quello che facilmente il traffico di sostanze si sposta in altri luoghi (precisiamo che da notizie di cronaca si parla prevalentemente di spaccio di droghe leggere, marjuana e hashish) potendo ricreare situazioni simili… Altra domanda se per affrontare tale fenomeno il proibizionismo sia una scelta efficace o causa di ulteriori problemi.

Lorenzo Croattini
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Del Patto per l’Autonomia, consigliere comunale di Udine

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