
Con GECT GO un territorio transfrontaliero più sostenibile e inclusivo
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Esiste da anni, ma oggi più che mai il GECT GO (Gruppo Europeo di Cooperazione Territoriale Gorizia–Nova Gorica–Šempeter-Vrtojba) si conferma come una delle esperienze più avanzate e strutturate di cooperazione transfrontaliera in Europa. Nato per superare le barriere amministrative tra Italia e Slovenia, il GECT GO ha saputo evolversi nel tempo, diventando un vero laboratorio europeo di governance integrata.
Grazie al sostegno dei fondi europei e alla volontà degli enti locali, il GECT GO è oggi il primo esempio su scala europea di investimento territoriale integrato (ITI) con un unico beneficiario. Un modello che consente di agire concretamente su un territorio unificato, non più vincolato dai confini nazionali e amministrativi che storicamente hanno frammentato risorse, servizi e opportunità.
In questa prospettiva, si dovrebbe rafforzare ulteriormente l’azione del GECT GO, puntando – a mio avviso – con maggiore incisività su tre assi strategici: ambiente, mobilità sostenibile e salute. Sono ambiti essenziali per migliorare la qualità della vita e dare slancio a un vero sviluppo transfrontaliero integrato. Inoltre, in una logica di scala, sarebbe auspicabile ampliare il territorio di azione, coinvolgendo altre realtà contigue e rafforzando l’impatto complessivo.
Un territorio unito dalla sfida ecologica
In un’epoca segnata dalla crisi climatica, le politiche ambientali non possono fermarsi ai confini. Il territorio transfrontaliero del GECT GO, con la sua ricchezza paesaggistica, le aree verdi, le risorse idriche e un’agricoltura di qualità, è il contesto ideale per sperimentare strategie comuni di sostenibilità.
Progetti di tutela della biodiversità, corridoi ecologici, piani per la decarbonizzazione potrebbero costituire azioni pilota replicabili altrove, facendo del territorio un modello europeo di cooperazione ambientale avanzata.
La mobilità come infrastruttura della cooperazione
Rendere fluida la mobilità tra le due sponde dell’“ex” confine significa unire non solo territori, ma anche persone. Il GECT GO, con il supporto attivo delle amministrazioni che lo compongono, dovrebbe continuare a promuovere una mobilità integrata, sostenibile e intelligente, fatta di piste ciclabili continue, trasporti pubblici connessi, servizi intermodali e sistemi di mobilità elettrica.
Nel contesto di GO! 2025, si sono già compiuti passi significativi: il potenziamento delle linee di autobus internazionali e verso l’aeroporto del Friuli-Venezia Giulia, o il miglioramento dei collegamenti ferroviari nei fine settimana e festivi con Venezia Mestre e, inoltre, da Gorizia Centrale fino a Napoli, tratta ben utilizzata. Tuttavia, manca ancora un “colpo di reni” per ridurre la mobilità privata, ovvero una riorganizzazione profonda del trasporto pubblico che lo renda davvero competitivo e attrattivo.
Meriterebbe più attenzione anche il potenziamento della linea Transalpina verso Jesenice e Lubiana, oggi servita da nuovi convogli ma ancora non del tutto valorizzata.
Queste infrastrutture non servono solo a spostarsi: servono a vivere il territorio come un tutto e a rafforzare il senso di appartenenza a una comunità più ampia.
Salute senza confini
La sanità è uno dei settori in cui la cooperazione transfrontaliera dovrebbe essere più operativa ed efficace. Nel rispetto della normativa sulla privacy, sarebbe auspicabile una maggiore condivisione dei dati sanitari tra strutture ospedaliere italiane e slovene, per garantire continuità ed efficienza nel trattamento dei pazienti.
Un esempio concreto è la difficoltà vissuta da alcuni cittadini sloveni residenti a Gorizia: pur essendo parte di un territorio integrato, non possono utilizzare il loro sistema di emergenza nazionale (il 112 sloveno) e devono rivolgersi a quello italiano, con evidenti disagi e incertezze operative. Un’anomalia che va affrontata con determinazione.
Un modello europeo di cooperazione
Costruire una strategia condivisa tra territori diversi non è mai privo di difficoltà. Differenze normative, culturali e amministrative generano inevitabili tensioni. Ma è proprio nella gestione di queste complessità che il GECT GO dimostra la sua ragion d’essere.
Attraverso il confronto, la co-programmazione e la partecipazione, è possibile trasformare le frizioni in occasioni di sintesi e progettazione comune. Un metodo che, nel lungo termine, rafforza la coesione sociale e la legittimità democratica delle decisioni.
Il GECT GO non è più un esperimento: è una best practice europea. Un modello replicabile che mostra come le sfide globali – dalla transizione ecologica alla sanità territoriale – possano essere affrontate con maggiore efficacia attraverso strumenti di cooperazione avanzata.
Un modello in cui il confine non è più barriera, ma risorsa. E in cui l’Europa diventa, finalmente, una presenza concreta e utile nella vita quotidiana dei cittadini, verso una vera comunità di popoli.
Sono nato nel 1958 nel borgo friulano della bella città di Gorizia, che apprezzo per la “biodiversità” culturale che la permea da sempre. Uso volentieri questo termine, biodiversità, per sottolinearne il valore anche oltre il contesto naturale. Da qui nasce il mio interesse – e, perché no, anche la mia preoccupazione – per l’Ambiente e tutte le sue declinazioni, e per ciò che si può fare per proteggerlo.
La mia libreria è anche ricca di testi che descrivono, cercano di descrivere, la vita degli alberi. Amo andare in bici, mezzo ecologico per eccellenza, al pari del camminare. Nel tempo libero – che ora, fortunatamente, non mi manca – mi piace esplorare il territorio e raccontarlo, accompagnandolo con immagini. Sì, mi piace anche fotografare, con l’obiettivo, è il caso di dirlo, di restituire ciò che vedo con autenticità: incorniciare lo sguardo e coglierne l’essenza.
Attualmente componente dell’Assemblea del GECT per il Comune di Gorizia.
- Nevio Costanzo




