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Consigli di Quartiere Partecipati: nuova frontiera della democrazia diretta a Udine


Dall’agosto del 2024 il Comune di Udine ha introdotto uno strumento innovativo per rafforzare il dialogo politico e sociale con i cittadini: i Consigli di Quartiere Partecipati (CQP). Questa iniziativa segna un momento di svolta nella gestione della cosa pubblica, recuperando la logica della partecipazione dal basso e mirando a promuovere una maggiore inclusione, trasparenza e coinvolgimento della cittadinanza. L’obiettivo è ridare centralità al tema della democrazia partecipativa, superando i limiti delle vecchie circoscrizioni e creando un modello che valorizzi il ruolo attivo delle comunità locali.

Rappresentare tutti i settori della società

La principale novità dei CQP risiede nella loro composizione, pensata per garantire una rappresentanza equa delle diverse categorie sociali. Questi Consigli non solo includono i rappresentanti delle associazioni operanti a Udine nei settori culturale, sociale, umanitario, ambientale e sportivo, ma integrano anche altre realtà come i comitati di cittadini, le fondazioni, gli enti ecclesiastici e religiosi, e gli istituti scolastici e universitari. Questo approccio inclusivo mira a favorire il dialogo costruttivo tra istituzioni locali e comunità, assicurando che anche le voci tradizionalmente marginalizzate possano essere ascoltate e rappresentate nel processo decisionale.

Per garantire una corretta partecipazione, tutte le categorie interessate sono tenute a registrarsi presso un Albo Comunale appositamente creato. Tale registrazione rappresenta il primo passo verso un coinvolgimento diretto e significativo nell’attività del proprio quartiere.

Tuttavia, il modello di partecipazione non si limita alle aggregazioni organizzate. Anche i cittadini, residenti e domiciliati nel quartiere, possono partecipare alle riunioni dei CQP, esercitando il diritto di parola – sebbene il voto rimanga riservato ai rappresentanti delle associazioni e dei comitati. In questo modo, l’iniziativa non esclude nessuno, ma favorisce una collaborazione armoniosa tra individui e realtà organizzate.

Il quartiere come bene comune

I Consigli di Quartiere Partecipati nascono dal presupposto che le aggregazioni organizzate, come associazioni e comitati, rappresentano stakeholder strategici per il Comune. Queste realtà possiedono un patrimonio consolidato di attivismo, impegno e adesione che può essere messo al servizio della comunità per affrontare temi centrali come: la pianificazione urbana; lo sviluppo delle politiche sociali; la promozione di una cultura di cittadinanza attiva.

Questo approccio mira a migliorare la qualità della vita nei quartieri, promuovendo interventi concreti per la coesione sociale e la rigenerazione urbana. È fondamentale riconoscere che la partecipazione è un valore chiave, soprattutto quando consente agli individui di essere protagonisti nella gestione della cosa pubblica e nella creazione di un futuro migliore per la propria comunità.

Uno dei principi cardine che ispira i CQP è la visione del quartiere come bene comune. L’idea è che il quartiere non sia semplicemente un agglomerato di abitazioni, ma un’entità viva che incarna la memoria storica, la cultura e lo spirito della comunità. Tuttavia, perché questa visione si traduca in realtà, è necessario valorizzare i luoghi pubblici e implementare infrastrutture che favoriscano la socialità e la partecipazione.

Gli spazi aperti, come piazze, parchi e vie pedonali, rappresentano il cuore pulsante della vita urbana. Interventi di riqualificazione, come quelli già pianificati per Borgo Stazione, mirano a trasformare aree deteriorate in luoghi di incontro e aggregazione. Questi interventi non solo migliorano l’estetica del quartiere, ma contribuiscono a rafforzare il senso di identità e di appartenenza degli abitanti.

Borgo Stazione: soggetti e protagonisti della sicurezza

All’interno del CQP1 (Udine Centro), grande attenzione si è concentrata sull’area di Borgo Stazione, da sempre al centro del dibattito pubblico per via delle crescenti preoccupazioni sulla sicurezza. La composizione sociale del quartiere è cambiata significativamente negli ultimi anni, diventando una delle aree più multiculturali della città: i dati del 2024 indicano che il 36% dei residenti e domiciliati a Borgo Stazione sono di origine straniera (il sociologo Marco Orioles ha contato 63 gruppi etnici presenti nel quartiere). Questo cambiamento, se da un lato arricchisce il tessuto culturale locale, dall’altro ha alimentato alcune paure e un senso di insicurezza diffuso.

Durante il CQP del 7 aprile scorso, il tema della sicurezza ha catalizzato un’ampia partecipazione. La riunione è stata sollecitata da una raccolta firme per affrontare il “degrado” nei pressi della Stazione di Posta, tra via Cussignacco e piazza Unità. La partecipazione a questa iniziativa dimostra che i cittadini sono capaci di attivarsi e aggregarsi quando vogliono tutelare i propri interessi.

Tuttavia, è necessario distinguere tra la sicurezza pubblica, intesa come ordine pubblico, e la sicurezza urbana, che rappresenta un sistema locale per regolare il controllo sociale e favorire la convivenza civile. La sicurezza urbana dovrebbe essere vista come un equilibrio tra le parti sociali, che integri i diritti degli abitanti italiani e stranieri e promuova servizi accessibili, trasparenza politica e difesa del territorio.

A Udine, il senso di insicurezza è spesso amplificato dalle percezioni negative legate all’immigrazione e alla presenza di gruppi vulnerabili, ma i dati dimostrano che l’impatto reale di queste componenti è inferiore a quanto percepito. Ad esempio, i circa 650 richiedenti asilo e i 200 minori non accompagnati presenti in città rappresentano meno dell’1% della popolazione. Certamente questi ospiti non possono essere lasciati a sè stessi, ma devono essere messi nelle condizioni di integrarsi o, quanto meno di comprendere che è necessario adeguare i comportamenti alle regole di convivenza civica e nel rispetto delle leggi.

La Sicurezza Partecipata: un modello integrato

Per affrontare questa complessa situazione, l’amministrazione comunale ha adottato il modello della Sicurezza Partecipata. Questo approccio mira a integrare le competenze istituzionali con il senso civico dei cittadini, creando strumenti e iniziative che favoriscano una convivenza armoniosa. I Consigli di Quartiere Partecipati giocano un ruolo cruciale in questa strategia, offrendo una piattaforma per il dialogo tra Comune e comunità locale.

Le proposte emerse durante il CQP di Udine Centro includono interventi concreti come il potenziamento dell’illuminazione stradale e delle telecamere di sorveglianza. Questi provvedimenti, indirizzati a migliorare la percezione della sicurezza, dimostrano che la partecipazione attiva può essere uno strumento efficace per rispondere alle esigenze della cittadinanza. 

L’altra questione su cui si è dibattuto è stata la “Stazione di Posta” che si configura come centro di accoglienza di bassa soglia previsto e progettato, nell’ambito del PNRR, per fornire servizi essenziali alle persone senza fissa dimora. Aperta nel mese di novembre del 2023, con orari giornalieri 12/19, la struttura offre uno spazio sicuro dove è possibile ricevere comunicazioni postali, usufruire di servizi igienici, lavare i propri indumenti e trascorrere del tempo al riparo. Originariamente concepita come un luogo di supporto temporaneo, la Stazione di Posta si trova in una delle aree individuate come zona rossa. Questa coincidenza ha acceso il dibattito, poiché la struttura attira quotidianamente decine di persone in difficoltà, creando visibili assembramenti (relativi) all’interno e all’esterno del centro. Dopo il caso del ragazzo rapinato, nel mese di febbraio, davanti al liceo paritario Don Milani, ecco che i riflettori, puntualmente, si sono accesi sulla “Stazione di Posta” accusata di accogliere persone in difficoltà sociale che concorrono a creare, con la loro presenza, un clima di insicurezza generale. Quindi un singolo episodio, ancorché grave, vuole mettere in discussione un progetto pensato e voluto dalla precedente amministrazione, dimenticando che la Stazione di Posta è soprattutto un luogo dove queste persone possono iniziare un percorso di reinserimento sociale, un primo passo per uscire dalla condizione di invisibilità. 

Il dibattito, e il confronto seguito nel corso del CQP, è stato di forte contrasto tra chi sostiene la necessità di spostare in altra sede e in altro luogo la struttura di ricevimento a bassa soglia, e di chi sostiene la necessità di affiancare le iniziative “securitarie” fin qui sostenute, con lo sviluppo di politiche che rafforzino la coesione sociale e la valorizzazione del quartiere come bene comune. Un dibattito tutto aperto con invito ai cittadini a partecipare attivamente ai prossimi incontri dei CQP.

Per garantire il successo del modello proposto, è necessario rafforzare la comunicazione istituzionale, sensibilizzando la cittadinanza sull’importanza dei Consigli di Quartiere Partecipati e coinvolgendo un numero crescente di abitanti. L’amministrazione locale deve investire in strategie di comunicazione multimediali e interattive, che abbraccino tutti i canali disponibili, dalle piattaforme online agli incontri pubblici.

La partecipazione attiva non è soltanto un diritto, ma anche un dovere che ciascun cittadino dovrebbe sentire come parte integrante della propria vita civica. Attraverso i CQP e iniziative correlate, il Comune di Udine offre strumenti concreti per trasformare questo principio in azione: il dialogo, la collaborazione e il senso di comunità rappresentano le fondamenta di una società più forte e inclusiva.

Umberto Marin
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Guardando all’indietro devo dire che, da sempre e in vari modi, sono impegnato nel sociale. Prima nei gruppi locali, poi nel sindacato, per approdare in Africa dove ho lavorato con ONG e Istituzioni Internazionali per circa quindici anni. Nel 2005 ho costituito l’associazione di Volontariato Time For Africa, attiva nell’ambito della cooperazione e solidarietà internazionale e localmente nella promozione della coesione sociale e del welfare di comunità. Grazie al contributo dei soci abbiamo aperto (20026) la Biblioteca dell’Africa che oggi rappresenta un importante presidio socio-culturale nel quartiere di Borgo Stazione.

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