Passa al contenuto principale
Il Manicomio visto dall'ingresso principale
Il Manicomio visto dall’ingresso principale

Il Parco di Sant’Osvaldo a Udine: da luogo confinato a luogo di frontiera


Ascolta l’audio

Narrazione e Cura” è l’evento che si è svolto domenica 22 marzo alle ore 18, presso il Museo etnografico di Udine ospitato a Palazzo Giacomelli, nell’antico Borgo Grazzano.

La sala gremita di persone ha creato una cornice accogliente per l’iniziativa promossa dall’Associazione ARUM aps e dedicata al Comitato Parco di Sant’Osvaldo, memoria viva, futuro partecipato.  

Ci troviamo nel Museo per la conservazione delle tradizioni della vita individuale e comunitaria, raccontata attraverso oggetti, documenti, fotografie, salvaguardia della memoria di una Comunità e fonte di ricerche e studi per le nuove generazioni. Sembra il luogo più adatto ad accogliere la presentazione del Comitato, la manifestazione della richiesta di tutela della Storia e memoria dell’area dell’ex OPP di Udine, di un patrimonio culturale, architettonico, botanico, prezioso per la regione, la città, il quartiere di Sant’Osvaldo. Nel corso del 2025, il Consiglio di Quartiere Partecipato di San Paolo e Sant’Osvaldo ha aderito all’unanimità alla proposta partecipativa promossa dal Comitato e, successivamente, ha sostenuto e condiviso le finalità operative.

Il progetto del Comitato considera un coinvolgimento attivo della cittadinanza in difesa e sostegno di un bene comune e propone, alle Istituzioni coinvolte nel processo di rigenerazione del sito, di istituire e/o aprire il Tavolo di Coordinamento progettuale al Comitato per il Parco, ai Soggetti capaci di portare, in un orizzonte di collaborazione, una ricchezza di esperienza, conoscenza e passione partecipativa.

L’evento di domenica scorsa, ha visto fiorire numerose proposte, un mosaico di voci, immagini, suoni che hanno dato vita ad un momento civico di particolare intensità. Ce bielis maninis, magicamente cantata da Nicole Coceancig e Leo Virgili, ha aperto la serata, una trama narrata in tre tempi, pensati per far conoscere dove si radica e si apre la prospettiva partecipativa del Comitato. Immagini d’archivio e d’epoca, intermezzi musicali, hanno sostenuto la pluralità degli interventi.

STORIA E MEMORIA: conoscere il passato è non dimenticare.

recente incontro con giovani alunni.
recente incontro con giovani alunni.

 La storia della psichiatria riguarda non solo la scienza e l’istituzione psichiatrica, ma anche la storia sociale e le memorie delle comunità del territorio, delle persone ricoverate, delle loro famiglie e delle persone che vi hanno lavorato.   Il Manicomio di Sant’Osvaldo, inaugurato nel 1904, aveva internate, nel 1938, una cifra record di 2400 persone. Dagli anni ‘60 in poi, in concomitanza con i movimenti emancipativi dell’epoca, singoli operatori, operatrici e obiettori di coscienza iniziarono a promuovere piccoli e grandi cambiamenti presso le strutture a Udine, San Daniele e Cividale, per rendere più umane le relazioni con i pazienti. Diversi soggetti della società civile, artisti e insegnanti si impegnarono per sensibilizzare la cittadinanza, disapprovando la violenza e l’inadeguatezza del manicomio. All’epoca queste azioni, compiute sia prima che dopo la riforma del 1978, associata al nome di Franco Basaglia, non incontrarono la volontà politico-culturale e amministrativa locale. Per una trasformazione significativa della Psichiatria nella Provincia di Udine dovremo attendere fino a metà degli anni ’90, quando iniziò il percorso della de-istituzionalizzazione e la chiusura definitiva dell’OPP.

DENTRO|FUORI la chiusura dell’OPP e la trasformazione.

Il processo che portò alla chiusura dell’Ospedale Psichiatrico di Udine fu guidato da Mario Novello e dalla sua Équipe con la partecipazione fondamentale delle Cooperative Sociali. A partire dal 1996 centinaia di donne e uomini che avevano vissuto in condizioni disumane a Sant’Osvaldo vennero accompagnate nei loro percorsi di ri-abilitazione, grazie alla costruzione di contesti di vita dignitosi.  La posta in gioco era un profondo cambiamento della psichiatria, volto a spostare il baricentro della cura verso l’esistenza delle persone e il rapporto con il corpo sociale; la salute mentale mette al centro i bisogni, le risorse soggettive, il riconoscimento dei diritti di cittadinanza e la creazione di comunità più inclusive.  Il processo della trasformazione ha incontrato difficoltà ma è stato accolto e supportato, in molte forme, dalla società civile friulana e udinese. La prima grande manifestazione culturale a sostegno del processo di trasformazione, che segnò l’apertura alla cittadinanza, venne realizzata nel dicembre 1998, intitolata dentro|fuori, un evento dirompente, collettivo, partecipato da giovani artisti, da persone ricoverate, da operatrici e operatori, dai volontari insieme ai cittadini.

SPAZIO SOGLIA E TEMPO DI PARTECIPAZIONE ricordare per progettare il futuro.

In tante realtà del nostro paese, alla chiusura degli Ospedali Psichiatrici, avvenuta in tempi diversi, in applicazione della legge 180, non è seguita un’adeguata cura degli edifici dismessi e dell’area verde che li circonda. Uno sguardo agli studi svolti in questo campo indica una scelta operativa che viene definita strategia di mixità, sostenuta da diversi esperti di studi sul paesaggio, crocevia di lavoro sulla forma-vita dei luoghi. Oggi ci troviamo in un terzo tempo nella storia degli ex ospedali psichiatrici – terza utopia -; è necessaria una guida alla transizione/trasformazione che valorizzi la complessità sociale, culturale, scientifica dei siti. 

museo etnografico.
museo etnografico.

La strategia partecipativa che il Comitato ha proposto si colloca in questa ampia visione trasformativa, integrata e coordinata., è il focus della serata. “Proponiamo a tutte le Istituzioni che sono coinvolte, a vario titolo, in un tavolo di programmazione interistituzionale (ASUFC, Comune di Udine, Soprintendenza ai beni Culturali) di aprire il gruppo di lavoro progettuale anche al COMITATO affinché si realizzi una vera e generosa partecipazione della cittadinanza, perché la rigenerazione del Parco possa divenire un gesto collettivo capace di produrre senso e relazione”. 

Per il Comune di Udine si sono  impegnati l’assessore alla Cultura Federico Pirone  e la consigliera Antonella Fiore; hanno ricordato i passi salienti della mozione che il Consiglio Comunale ha promosso, nel giugno di quest’anno, con chiara manifestazione di impegno del Sindaco e della Giunta a sostenere un percorso partecipativo “che coinvolga in modo strutturato e continuativo il comitato neo costituito, le cooperative, le associazioni, le realtà culturali ed educative e tutte le componenti interessate, per progettare congiuntamente il senso e gli usi futuri del Parco”. 

L’Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale era rappresentata da Marco Bertoli, direttore del DDSM, che ha personalmente apprezzato la progettualità del Comitato esprimendo la totale sintonia con la richiesta partecipativa. Quanto al suo ruolo istituzionale ha dichiarato di aver avuto il compito “di recepire la richiesta” del Comitato, e sottolineato di credere “nella partecipazione delle persone ad un fondamentale percorso di formazione e conoscenza […] e (credo) che questa realizzazione possa essere compiuta tutti insieme.”

 La proposta del Comitato è un’utopia?

“Se «la promessa utopica non è evasione, ma uno slancio teso investito di speranza, dove il futuro irrompe nel presente» e lo trasforma…allora la nostra proposta è anche un’utopia”.

 

Bertoni
+ posts

Di origini lombarde, vive da diverso tempo in Friuli Venezia Giulia.

Negli anni '80 iniziò a Trieste l'esperienza come medica psichiatra presso il Servizio per le Dipendenze e  il Dipartimento di Salute Mentale dell'Azienda sanitaria triestina, attualmente ASUGI.

Dal 1992 al 2021 ha lavorato, assumendo nel tempo diversi ruoli istituzionali, presso il Dipartimento di Salute Mentale udinese, attualmente Dipartimento dell'ASUFC.

Attualmente è presidente pro-tempore delComitato Parco di Sant'Osvaldo, memoria viva futuro partecipato.

Iscriviti alla newsletter de Il Passo Giusto per ricevere gli aggiornamenti