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Minori

“La scuola è diventata un centro di accoglienza”. Il senso dipende dal tono della voce.


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Il “Passo giusto” ha organizzato un secondo incontro a Udine sul tema sicurezza centrato questa volta sul tema dei minori: “Fragili o pericolosi? Minori (stranieri e italiani) tra disagio e violenza”.

E’ stato un incontro partecipato ed interessante perché ha dato strumenti di conoscenza su un tema delicato e spesso strumentalizzato.

Il sociologo Vincenzo Scalia ha criticato la filosofia di fondo del governo attuale che ha riassunto nella sostanziale riscrittura dell’art. 27 della Costituzione, piegato a ritenere la detenzione non tanto finalizzata alla rieducazione del condannato quanto a garantire la sicurezza del cittadino. Atteggiamento sicuritario, insomma, che fa da sfondo al decreto Caivano che aumenta le pene per i reati gravi e mette in secondo piano lo strumento della messa alla prova, cardine del diritto penale minorile italiano e che ha fatto scuola a livello internazionale. Ma i dati che evidenziano un aumento significativo della detenzione di minori non hanno portato a una diminuzione dei reati dei minori. L’ottica di fondo, ha affermato, deve essere quella di rilanciare una politica inclusiva che sappia incidere sulle cause del disagio e avere come obiettivo la prospettiva del futuro; del futuro del minore alle prese con la costruzione del proprio io ma anche di una società che ha bisogno di tutti.

Flavia Virgilio, dirigente scolastica, ha denunciato la sostanziale impreparazione del sistema scolastico italiano ad affrontare il tema dei minori non accompagnati, ed anche in generale quello dei minori arrivati in Italia ed “inseriti” alla meno peggio in un sistema scolastico vecchio e rigido. 

Anna Paola Peratoner, dirigente di Oikos e consigliera comunale a Udine, ha sottolineato come l’interculturalità è la normalità di oggi e che l’ottica, quindi, deve passare da quella del controllo a quella della relazione che ha come primo passo quello dell’ascolto dei problemi dei minori.

Paolo De Nardo, dirigente scolastico, ha evidenziato un diffuso disagio nella gioventù, non solo straniera, e un diffuso analfabetismo emotivo. Propone quindi una rete tra le istituzioni che possa portare da un cattivo presente a un futuro possibile migliore e accogliente. Una società che carica i giovani di troppe aspettative genera angosce diffuse che si evidenziano nell’esplosione di disturbi alimentari e psicologici.

Per assurdo la lamentela di un insegnate di fronte alla presenza di immigrati in classe che affermava: “la scuola è diventata un centro di accoglienza” indica quella che invece deve essere la predisposizione del sistema educativo, che non deve tendere a una mera riproduzione mnemonica di conoscenze culturali (pur importanti e necessarie) ma ad essere un “centro di accoglienza” che sappia accogliere i giovani con le loro ansie e difficoltà e sappia condurli a diventare cittadini capaci di partecipare alla costruzione del futuro.

 

“Fragili o Pericolosi?”
Qui è possibile seguire integralmente gli interventi dal canale Youtube del Passo Giusto.
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