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spreco euro

Una manovra di bilancio “innoqua”


Riprendiamo i principali passaggi dell’intervento fatto dal Capogruppo di Patto per l’Autonomia/Civica FVG Massimo Moretuzzo come relatore di minoranza alla manovra di bilancio che si è discussa durante questi ultimi giorni.

Parafrasando la campagna promozionale promossa dall’Assessore Scoccimarro, potremmo dire che questa non è una manovra “innoqua”.

Non lo è nella misura in cui utilizza una quantità di risorse senza pari nella storia recente del Friuli-Venezia Giulia e lo fa senza affrontare, a nostro avviso, in modo deciso e lungimirante i temi centrali del sistema economico, sociale e amministrativo della nostra Regione.

Rispetto al recente passato c’è un elemento di novità che si è posto in evidenza nei lavori che hanno caratterizzato le commissioni di merito relativamente alla presente manovra di bilancio e cioè il riconoscimento da parte di alcuni rappresentanti della Giunta della situazione di grave difficoltà in cui si trovano in particolare due settori fondamentali, rispetto ai quali la competenza esercitata dall’amministrazione regionale è importante: il sistema delle autonomie locali e il servizio sanitario regionale.

Al riconoscimento dello stato di grave difficoltà in cui si trovano i due settori chiave dell’amministrazione regionale non ha fatto però seguito fino ad ora un altrettanto evidente insieme di proposte per affrontare tali difficoltà e traguardare delle soluzioni che mettano in sicurezza servizi pubblici di grande importanza per le persone e le comunità del Friuli-Venezia Giulia.

Siamo consapevoli del fatto che purtroppo non esistono soluzioni semplici a problemi complessi, ma siamo altrettanto certi che non è con la distribuzione a pioggia di risorse sempre più significative che si possono affrontare i problemi.

È evidente che la grande disponibilità di risorse ha portato nei documenti proposti dalla Giunta anche all’individuazione di iniziative significativamente positive.

Non possono che essere guardate con favore misure come la modifica della regolamentazione degli accreditamenti previsti per le case di riposo, che devono innanzitutto essere determinati dalla pianificazione effettuata dalle competenti strutture regionali e non invece dai desiderata di investitori privati che, legittimamente, pongono il proprio profitto come elemento prioritario nella definizione dei programmi.

Ancora, riteniamo positiva la norma relativa alle detrazioni previste per le erogazioni liberali fatte dalle aziende verso i trust che afferiscono al supporto di persone con disabilità grave prive del sostegno familiare, oppure l’inserimento di previsioni ad hoc per il finanziamento della promozione di sport inclusivi.

Rileviamo l’accoglimento di nostre proposte della Legislatura passata.

Rileviamo inoltre che diverse delle proposte avanzate durante la passata legislatura dai banchi dell’opposizione e che al momento della presentazione sono state bocciate dall’allora maggioranza, ora sono state fatte proprie e rilanciate dalla Giunta regionale.

Pensiamo, ad esempio, alla misura di finanziamento di impianti fotovoltaici sui capannoni industriali, che ha avuto un buon successo e ora viene giustamente rifinanziata, ci auguriamo con le opportune modifiche regolamentari che ne aumentino l’efficacia. Oppure pensiamo alle modifiche relative ai bandi sulla cultura, che finalmente eliminano le sconsiderate indicazioni vincolanti per i temi da affrontare e lasciano libera scelta ai richiedenti rispetto ai progetti che possono essere oggetto di finanziamento, così come abbiamo chiesto in più occasioni durante la precedente tornata amministrativa.

Le buone idee non hanno padroni, per cui siamo lieti del fatto che trovino spazio.

Ci piacerebbe però che molte altre proposte che abbiamo formulato e che formuleremo durante i lavori d’aula possano essere accolte subito, senza far passare troppo tempo, visto che le sfide che ci troviamo di fronte richiedono risposte rapide e decise.

In questo senso rileviamo invece che le scelte che trovano corrispondenza negli strumenti di bilancio siano, a nostro avviso, troppo spesso per nulla condivisibili.

Riteniamo grave la scelta di appiattirsi sulle posizioni del Ministero dell’Istruzione e del Merito rispetto al tema del dimensionamento scolastico, che comporterà conseguenze importanti per il sistema scolastico regionale e che avrebbe avuto la necessità di maggiore condivisione e di una valutazione più ponderata.

Stanziare delle risorse per tamponare le criticità che inevitabilmente si verificheranno, come fatto dalla Giunta, è in questo senso un atto piuttosto significativo. Anche in questo caso non si vuole da parte nostra negare la delicatezza di una situazione che il decremento demografico rende decisamente complicata, si sottolinea però come questa non possa essere la risposta adeguata. Dirigenti con migliaia di studenti e numerosi plessi da gestire non saranno nelle condizioni di mettere in campo tutte le strategie che, nell’ambito del perimetro determinato dall’autonomia scolastica, possono essere utilizzate per immaginare un modello educativo che necessariamente dovrà essere diverso da quello che conosciamo.

La politica industriale è decisa senza consultazione.

Allo stesso modo riteniamo che le proposte o, meglio, le non proposte della Giunta sul tema delle politiche industriali e della gestione delle aree industriali, siano segno almeno di grande confusione.

Evidentemente le ferite lasciate dalla vicenda dell’ipotizzata acciaieria per la zona dell’Aussa-Corno sono ancora ben visibili e la confusione che ha caratterizzato quella situazione è ancora lontana dal dipanarsi.

Le indicazioni che sono arrivate rispetto alle risorse disponibili per gli investimenti strutturali paiono abbastanza fumose e soprattutto, sono state definite senza una valutazione complessiva del modello di sviluppo individuato per quel tipo di area e le ipotesi di avvio di un tavolo di confronto serio e partecipato annunciate dall’assessore Bini ci sembrano ancora troppo poco.

Che la confusione sia la cifra principale delle azioni a sostegno del mondo produttivo si è visto anche in occasione del dibattito sulla scelta di Confidi Friuli di procedere verso la fusione con il sistema dei Confidi veneti, con grande disappunto di larga parte del mondo imprenditoriale friulano. Se al momento dell’annuncio l’Assessore Bini si è improvvidamente lanciato in una “benedizione istituzionale” dell’operazione, nel giro di qualche giorno il Presidente Fedriga è dovuto correre ai ripari ribadendo la neutralità dell’Amministrazione regionale rispetto a scelte che afferiscono esclusivamente al sistema delle imprese. Certo non è neutrale l’intenzione di stanziare risorse importanti, pari a 14 milioni di euro, per finanziare un sistema di supporto al credito che, nel caso si completasse l’iter avviato, rischia di vedere cambiare il modello di governance non necessariamente in meglio per le nostre imprese.

L’ascolto, vero e non formale, delle categorie dovrebbe essere una prassi costante dell’Amministrazione regionale e in questa occasione evidentemente non c’è stata.

Autonomie locali, Trasporto pubblico locale e Sanità: una politica senza politiche.

La mancanza di una pianificazione razionale si riscontra anche nelle scelte relative al mondo delle autonomie locali. Non solo, infatti, l’assessore competente evita con una certa accuratezza di proporre delle soluzioni per affrontare la difficoltà estrema in cui si trova la maggior parte delle amministrazioni comunali della nostra regione, ma propone investimenti che dubitiamo siano utili per gran parte dei nostri municipi. Pensiamo, ad esempio, ai 450.000 euro stanziati a favore del Comune di Trieste per l’acquisto di un poligono di tiro virtuale. Sorgono almeno due domande: è davvero questo ciò di cui ha bisogno la polizia locale del Friuli-Venezia Giulia? È stato scelto un luogo facilmente accessibile per la maggior parte delle persone appartenenti ai corpi di polizia locale della regione?

Riteniamo che ad entrambi i quesiti la risposta non possa che essere negativa e che il rischio di utilizzare malamente quasi mezzo milione di euro sia molto alto.

Purtroppo gli sprechi di risorse pubbliche dovuti a scelte inappropriate o errori marchiani sfortunatamente sono più di uno.

Si pensi, come ulteriore esempio, ai 3,5 milioni di euro che vengono destinati per coprire il buco colossale determinato dal cosiddetto “affare Tundo” e che portano gli stanziamenti finalizzati a ristorare i comuni delle maggiori spese sostenute a quasi 6 milioni di euro.

Nella passata legislatura dai banchi dell’opposizione abbiamo indicato più volte i pericoli di un affidamento del trasporto scolastico a una società chiaramente inaffidabile, abbiamo sottolineato le diverse criticità presenti nel bando, come quello di una fidejussione rilasciata da una società rumena prossima alla bancarotta, abbiamo anche suggerito le vie d’uscita percorribili per evitare di subire conseguenze che evidentemente sarebbero state pesanti. Siamo rimasti inascoltati e abbiamo assistito a scelte politiche e amministrative quantomeno discutibili, che oggi portano a perdere quasi 6 milioni di euro pagati dalla collettività.

Rimangono forti anche i dubbi sulle modalità di risposta ai danni causati dagli eventi metereologici della scorsa estate; dai dati forniti in commissione apprendiamo che i fondi ad oggi stanziati copriranno circa il 30% dei costi a carico di famiglie e imprese. Rimaniamo convinti che sia indispensabile lavorare a un fondo di rotazione che permetta di affrontare in modo serio e deciso una situazione che non può essere definita emergenziale e che purtroppo è destinata a ripetersi con frequenze inedite.

Ce lo hanno dimostrato i danni subiti da alcune zone costiere solo poche settimane fa, oppure le frane che hanno interessato importanti collegamenti viari presenti in zone montane.

La proposta di un fondo di rotazione per affrontare tempestivamente e con razionalità le conseguenze dei cambiamenti climatici è stata una delle proposte discusse durante i lavori di COP 28.

Ci auguriamo che questo aiuti a discuterne con attenzione anche nel Consiglio regionale del Friuli-Venezia Giulia.

Per parte nostra, come abbiamo sempre cercato di fare, porteremo un contributo fattivo alla discussione della manovra di bilancio attraverso proposte e idee che possano migliorare la versione finale della norma, riservandoci di modificare una valutazione che, ad oggi, non può essere positiva.

Massimo Moretuzzo

Segretario del Patto per l’Autonomia, movimento civico e territoriale che crede nell’autogoverno come strumento di innovazione politica, nel 2018 è stato eletto consigliere regionale, riconfermato nel 2023. Da sindaco del suo comune, Mereto di Tomba, ha avviato il Distretto di economia solidale del Medio Friuli. Imprenditore con una lunga esperienza nella cooperazione allo sviluppo, ha coordinato la campagna referendaria “Acqua bene comune” ed è stato tra i fondatori del Forum dei beni comuni e dell’economia solidale Fvg.

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