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gemona valle

Un progetto di pista forestale che sfida “l’audacia” del Ponte sullo Stretto


Non sono bastati i recenti disastri ambientali causati da inutili strade forestali da poco realizzate in Carnia, come quella tra il Rifugio Chiampizzulon e Malga Tuglia o quella per raggiungere il Rifugio Marinelli da Casera Plota o, la più recente, sul versante settentrionale del Monte Amariana. Ora, sempre con pubblico denaro concesso anche ai privati proprietari, si pensa addirittura di scavalcare intere montagne percorrendo ambiti montani così ripidi e instabili dove, nel passato, nessuno si è mai sognato di tracciare nemmeno un sentiero. E’ il caso del c.d.  “Progetto di realizzazione della strada forestale di collegamento intervallivo tra le località di Rivoli Bianchi e Stavoli Scugelars in Comune di Gemona del Friuli”.

Si prevede la realizzazione di una strada forestale camionabile, che dalla località Rivoli Bianchi (m. 350 s.l.m.) sale per 900 m. fino allo Stavolo Scrić (m. 1235 s.l.m.), lungo versante Nord sotteso dalla linea di cresta che discende dal Deneâl verso il Cuel Frateit e la Creta Storta, per poi, aggirato il colle di Scrić, discendere lungo la valle della Moeda fino agli Stavoli Scugjelârs (m. 685 s.l.m.) in loc. Ledis; il tutto con uno sviluppo di oltre 11 Km., una larghezza della carreggiata da m. 3,50 a m. 4,60, e oltre 40 tornanti con raggio minimo curvatura dei tornanti di 8 m.. Un’opera faraonica che, per apparire meno impattante e passare più in sordina, l’Amministrazione Comunale di Gemona ha deciso di dividere in tre parti, approvando recentemente la Variante 78 al PRGC che riguarda i primi due tratti, ma riportando chiaramente agli atti che l’intervento previsto è quello complessivo.

L’ambito territoriale, le caratteristiche, i valori, le tutele

La loc. Ledis, posta alle pendici Nord del Monte Chiampon lungo la valle scavata dal Rio di Lon, riveste notevole importanza per i gemonesi, sia per l’attività silvo-pastorale, che ha interessato l’area fino alla metà del secolo scorso, sia per attività ludo-escursionistica, sia per il ricordo storico dell’attività partigiana, svoltasi nel corso della seconda guerra mondiale. L’area ha mantenuto nel tempo caratteristiche naturali tipiche del paesaggio prealpino con insediamenti umani costituiti prevalentemente da modesti edifici che si rifanno agli antichi “stavoli”.

L’ambito boschivo che si sviluppa lungo le pendici Nord della cresta montuosa Chiampon – Cuel di Lanis, di discreto interesse selvicolturale e in gran parte soggetto a usci civici, è servito da una viabilità forestale esistente che, se adeguata per accogliere il transito di mezzi di maggior taglia rispetto all’attuale, consentirebbe di sfruttare quasi tutto il bosco lungo entrambi i lati della strada, rendendo del tutto inutile la prevista nuova viabilità forestale.

La Casera Scrić costruita negli anni ‘40 del secolo scorso è una costruzione di modesta entità, di proprietà privata; l’assetto geomorfologico e vegetazionale e l’intermittente presenza d’acqua, non può consentire un reale sviluppo in chiave d’alpeggio e agro-zootecnia.

Il ripido versante che scende dalla località Scrić alla località Rivoli Bianchi, è coperto dai cosiddetti boschi di autoprotezione e protezione con prevalente funzione di salvaguardia idrogeologica, funzione che verrebbe meno nel caso dell’inevitabile e indubbio dissesto provocato dall’apertura di una strada. E’ quindi privo di interesse selvicolturale. La matrice geologica è un alternarsi di affioramenti di roccia compatta a detriti, in parte consolidati da formazioni di alberi contorti, salvo pochi lembi di bosco meglio strutturato e boscaglia. La pendenza media del versante si attesta intorno al 80-90% con vasti tratti che superano il 100% (45° di inclinazione) sui quali è perfino difficile la progressione a piedi.

E’ utile anche evidenziare che i Comuni del Gemonese da tempo sostengono il progetto Sportland che punta sullo sviluppo del territorio in chiave turistica, sportiva e ambientale; inoltre non si può dimenticare il recente riconoscimento del Comune di Gemona come Riserva della Biosfera “Uomo biosfera (MAB)” da parte dell’UNESCO, nell’ambito delle Alpi Giulie, che comporta un impegno a concretizzare a livello locale i principi dello sviluppo sostenibile, concordati a livello globale. Infine, va segnalato come l’area Rivoli Bianchi – Lago Minisini faccia parte della rete europea Natura 2000 per la tutela della biodiversità.

Le criticità del progetto

Gli atti progettuali a firma del dott. for. Marco Clama, di scarsa qualità tecnica, indicano che “non si tratta di una viabilità prettamente ed esclusivamente atta all’utilizzazione forestale e all’ottenimento di un reddito per il beneficiario ma assume prevalentemente una caratteristica sociale ed ambientale.”; vi si citano la funzione turistico – ricreativa, la funzione antincendio, quella di soccorso e di prevenzione del rischio fitosanitario.

Elementi del tutto aleatori e sconfessati dalle diverse puntuali osservazioni presentate alla Variante 78 al PRGC da parte della Lista Civica PROGETTO per GEMONA, del circolo di Legambiente della Pedemontana Gemonese, della sezione del CAI di Gemona, da Legambiente FVG e da alcuni cittadini.

Inoltre, in pochi giorni più di 2000 cittadini hanno sottoscritto una petizione che chiede di sospendere la realizzazione dell’opera e di utilizzare le risorse per la sistemazione della viabilità forestale esistente e dei sentieri della zona.

Ma, meglio di ogni altra valutazione a chiarire è quanto emerge dal parere dell’ARPA (prot. 0028268/P/GEN/DTS d.d.), circa la verifica di non assoggettabilità a VAS, in base al RAP (Rapporto Ambientale Preliminare) redatto dal medesimo progettista:

L’analisi di “tutti gli aspetti di natura ambientale” viene rinviata “in sede di rilascio delle autorizzazioni” invece di venir adeguatamente approfondita nel RAP, come richiesto dalla normativa Vas vigente;

Il RAP indica “indubbi benefici” per la fauna e per l’ambiente e il territorio derivanti dalla variante e che la medesima variante possa determinare “condizioni favorevoli allo sviluppo sostenibile”, senza però specificare a quali aspetti tali valutazioni si riferiscano.

Perciò in considerazione delle informazioni fornite, la scrivente Agenzia ritiene di non aver elementi sufficienti per poter procedere alla formulazione di opportune e motivate osservazioni in merito alla significatività degli impatti sull’ambiente derivanti dall’attuazione della variante in oggetto.”

Le osservazioni delle autorità competenti, l’inossidabile certezza del Comune

Infine, ancor più esplicito è il parere tecnico rilasciato dell’Ispettorato ripartimentale delle Foreste di Udine nell’ambito dell’istruttoria per l’approvazione del Piano di Gestione della proprietà silvo-pastorale del Comune di Gemona del Friuli, validità 2023-2037, (Prot.N. 0312278 / P/GEN dd.13/12/2022), dove si legge:

“Non ritiene che possa essere approvata la costruzione della strada Scugelars-Rivoli Bianchi in quanto esterna alla proprietà comunale pianificata, del tutto priva di finalità selvicolturali e soprattutto in quanto prevista sul versante ripido di Colle Fradeit, ove il tracciato in scavo necessiterebbe di oltre 20 tornanti (quindi estremamente onerosa anche in termini di costi di realizzazione e manutenzione nel tempo, oltre che fortemente impattante sugli aspetti ambientali e paesaggistici), viabilità che tra l’altro sarebbe agibile saltuariamente a causa della non transitabilità dei Rivoli Bianchi per le periodiche esercitazioni militari con la relativa interdizione e sgombero per ragioni di pubblica incolumità che in genere interessa circa la metà dei giorni al mese.”

Nonostante tutto questo la Variante 78 al PRGC del Comune di Gemona è stata approvata dalla maggioranza nel Consiglio Comunale del 19 Giugno u.s. dando il via alla prima parte dell’opera.

In quella sede così si sono espressi i rappresentanti della Lista PROGETTO per GEMONA: “La nostra attenzione sarà costante su questi progetti che reputiamo assurdi e dannosi; per questo rendiamo noto che, in base ai problemi sollevati anche con le osservazioni, gli oneri tecnici ed economici del collegamento intervallivo risultano onerosissimi, se si dovesse procedere con la sola progettazione ben sapendo che poi risulterà impossibile realizzare l’opera, saremo costretti nostro malgrado ad adottare tutte le misure necessarie ad evitare lo sperpero di denaro pubblico.”

Sandro Venturini

Nato a Gemona nel 1963 è attuale Capogruppo della Lista PROGETTO per GEMONA. Laureato in Tecniche della Prevenzione, ha maturato esperienza professionale nel campo della pianificazione territoriale, della sicurezza sul lavoro e dell’ambito “ambiente, clima e salute” nel quale attualmente opera a servizio del Dipartimento di Prevenzione di ASUFC.

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