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Nel cuore del bosco Foreste e veri valori


Su iniziativa di Casacomune, ente di formazione che si richiama ai principi dell’enciclica Laudato si’ e che ha come presidente don Luigi Ciotti, si è svolto a Paluzza, presso il CESFAM, dal 24 al 26 maggio, un corso che intendeva riportare al centro dell’attenzione il bosco e i suoi molteplici valori, in particolare non solo quelli economici.

Grazie all’ottima co-organizzazione di Legambiente Friuli- Venezia Giulia, la collaborazione del CAI -attraverso la TAM-, di In Silva e Mountain Wilderness Italia e il prezioso sostegno di altri gruppi e associazioni locali (Secab, Consorzio Boschi Carnici, Comune di Paluzza, Comunità di Montagna della Carnia, PrimaCassa, Consorzio BIM Tagliamento, Ordine dei dottori Agronomi e Forestali), sia pure faticosamente per via delle date, dei molteplici impegni dei relatori e anche per la necessità di proporre un quadro con un preciso filo conduttore, evitando passerelle di ispirazione politica, la partecipazione è stata molto qualificata e si confida che buona parte del “seme” abbia raggiunto il “suolo fertile”. Il nostro interlocutore fin dall’inizio è stato Emilio Gottardo che con pazienza ha tessuto la tela e formato una vera squadra di persone competenti e disponibili, tra i quali Mario Di Gallo che ha, fra l’altro, predisposto con cura l’escursione di sabato mattina.

Tre giornate belle ed intense

Non è stato facile riuscire a seguire nei tempi il nutrito programma e lasciare spazio agli interventi dei partecipanti. Numerosi relatori hanno seguito il corso, in toto o in parte. Lo scambio è stato franco, ben sapendo che alcuni temi sono divisivi (piste forestali, modalità di utilizzazione, eccesso di fruizione turistica, lasciare o meno in bosco gli schianti, interventi per limitare l’azione del temuto bostrico, utilità delle certificazioni, ecc.).

Si è creato un clima di grande rispetto e attenzione che ha favorito la qualità degli interventi e delle successive interlocuzioni, offrendo spunti per auspicabili approfondimenti più tematizzati, essendo questo il corso n. 1, quello di base.

Ottima davvero la qualità, nell’essenzialità che è un presupposto per evitare sprechi, della struttura di accoglienza, inclusa la cucina che ha confezionato menu vegetariani con flessibilità e rapidità di servizio.

Assieme a Mirta Da Prà Pocchiesa della segreteria di Casacomune (coadiuvata da uno staff di donne presenti in loco e in buona parte volontarie!), con la quale si sono concordati tempi (puntualità veramente degna dei contesti geografici e culturali più evoluti) e relatori, è stato compito del sottoscritto presentare gli interventi e coordinare la discussione, richiamando di volta in volta i contenuti scientifici più rilevanti o innovativi.

Di regola i saluti iniziali rappresentano un “dovuto” formale. Non è stato così. Rinaldo Comino, direttore del servizio Foreste e Corpo Forestale della Regione, Luca Scrignaro vicesindaco di Paluzza, Giuseppe Vanone presidente dell’Ordine e lo stesso Emilio Gottardo in veste di capofila organizzativo locale, sono entrati subito nel merito dei contenuti superando il cliché dei saluti dovuti per circostanza. Ottimo esordio, quindi.

Un panorama globale e locale delle questioni aperte

Mirta Da Pra Pocchiesa e il sottoscritto hanno poi esposto le finalità del corso, i contenuti critici, le attese, le regole per un dibattito sereno. Constatato, in particolare, che i temi forestali ed ecologico-naturalistici sono sostanzialmente estranei all’agenda politica pur in clima elettorale europeo in cui vi era molta attesa sulla cosiddetta “restoration law”, di fatto rinviata a data da destinarsi e che poteva essere occasione preziosa per ripristinare habitat naturaliformi oggi sempre più soggetti a nuove minacce e forti pressioni, perfino all’interno di aree naturali protette.

Tommaso Anfodillo (docente TESAF, Univ. PD) ha proposto la visione dell’ecologo forestale sulla gestione contribuendo a incanalare la discussione sull’asse che era stato concordato con gli organizzatori. Un video registrato, da un’intervista a Gabriele Chiopris, ha delineato il ruolo della proprietà (indubbiamente centrale) nella gestione delle foreste. Si è subito agganciato l’intervento di Erika Andenna direttrice del Consorzio Boschi Carnici, ente che ha potuto evidenziare svariati esempi di buone pratiche. Nel pomeriggio, Silvia Stefanelli ha tracciato un quadro internazionale della situazione delle foreste (dati oggettivamente preoccupanti!) e delle iniziative per la mitigazione di eventi derivanti dalla crisi climatica in atto. Numerosi gli esempi (tra fragilità e disturbi) con documentazione eloquente, spesso su scala locale, portati da Paola Favero, scrittrice e già comandante dei Carabinieri Forestali sul tema della Biodiversità.

Tra gli interventi (da remoto) più attesi e inconsueti ha stupito la relazione di Enrica Pessione (docente a Torino) che ha trattato del mondo dei batteri, non solo nel bosco, offrendo spunti di fondamentale interesse e purtroppo poco o male conosciuti. Sempre online Luigi Casanova, presidente di Mountain Wilderness, anche lui scrittore e già custode forestale, ha sintetizzato forme di aggressione o di abbandono delle foreste con esplicito riferimento all’ambito delle aree protette.

Giornata impegnativa e interessante con una serie di interventi dopocena che hanno offerto spunti per apprezzare (sia pure solo in parte) la molteplicità e la pluralità dei valori degli habitat forestali. Ivana Bassi sulla terapia forestale (bagni di foresta), Elio Campiutti sulla Montagnaterapia, Marianna Moser su una start up nata dopo Vaia, Ennio Pittino sul lavoro di Secab per gestire l’acqua in cooperativa e, infine, Pierangelo Giacomuzzi, creativo boscaiolo musicista.

Competenza, passione, etica

La mattinata del sabato era destinata a un’escursione in comune di Paularo su due siti, uno interessato da disturbi naturali e antropici, in cui molto si è visto e discusso sull’azione del bostrico, e l’altro in situazioni ben gestite di boschi misti con abete bianco, abete rosso e faggio. Moltissime domande che avrebbero richiesto l’intera giornata…. Grazie anche agli altri organizzatori (oltre a Gottardo e Di Gallo), quali Giovanni Talotti e le guide del CAI di Ravascletto. Il tema della fauna si è solo potuto accennare con due interventi nei quali Luca Rotelli si è concentrato in particolare sulla situazione del gallo cedrone e Iris Bernardinelli, ispettrice fitosanitaria, ha richiamato ancora le tematiche del bostrico già osservate e illustrate al mattino, oltre a elencare altri agenti patogeni. Michele Da Pozzo, direttore del Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo, ha portato esempi, molto positivi, della gestione delle Regole nel postvaia e Pierpaolo De Biasio, dell’Ispettorato di Tolmezzo, ha proposto una serie di dati veramente impressionanti che dimostrano la grande cura e attenzione in ambito regionale e anche delle indubbie criticità di non facile soluzione. Raffaele Marini ha illustrato il prezioso lavoro del CAI, con molteplici importanti documenti approvati al fine di tutelare la biodiversità, quale scopo principale. In collegamento da remoto il giornalista e forestale Luigi Torreggiani ha trattato dei problemi

relativi alla comunicazione, dei rischi che si possono correre quando si punta a una pur necessaria semplificazione.

La giornata di domenica è stata caratterizzata dall’intervento di Laura Secco sul tema molto esteso e complesso dei servizi ecosistemici, su rischi e opportunità. Sarà sicuramente ripreso in seguito. Francesco Dellagiacoma, già presidente di PEFC Italia, ha illustrato, sommariamente per motivi di tempo, il tema delle certificazioni, che non vanno intese solo come onere e costo.

Le conclusioni sintetiche dei coordinatori (Da Pra per parole chiave e il sottoscritto per i valori e le criticità) hanno preceduto la relazione etica-morale di don Luigi Ciotti, con espliciti riferimenti a dati che rivelano situazioni di illegalità nel taglio o nell’importazione di legname, di ingiustizie e discriminazioni, di principi che Laudato si’, Fratelli tutti e Laudate Deum (quest’ultima che insiste soprattutto sulla crisi climatica) illustrano anche profeticamente e non solo per analisi di fatto. Non sono mancate sottolineature sull’importanza dei valori spirituali (immateriali) che offrono le foreste.

Si è trattato di un’esperienza che, al di là del numero dei corsisti (che alla fine è stato comunque significativo, con 35 presenze e 10 collegati stabilmente online) meritevole di essere riproposta e da tutti (come dimostrano i questionari) ritenuta molto arricchente.

Cesare Lasen

Classe 1950, nato e residente a Feltre. Laurea in scienze biologiche a Milano. Si è sempre occupato di flora, vegetazione, paesaggio con oltre 300 pubblicazioni. Socio ordinario dell’Accademia Italiana di Scienze Forestali. Già presidente del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi (1993-1998). Membro di comitati scientifici (attualmente Fondazione Dolomiti UNESCO) e di redazione.

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