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Brennero

Le Alpi sono un ambiente naturale prima che un corridoio di traffico


Sono di questi giorni le notizie relative ad una vertenza apertasi anche fra Italia ed Austria per i limiti alla circolazione dei Tir dovuti ai lavori di messa in sicurezza dei trafori dei Tauri. Oltre alle proteste interne le richieste delle imprese anche italiane del settore hanno già riguardato il Brennero, a causa di simili impedimenti attuali e futuri, ed ora anche il valico di Coccau, per il traffico proveniente anche dal porto di Trieste che già risente delle vicende del conflitto a Gaza e nel mar Rosso. Il presidente Fedriga, preoccupato, secondo la stampa, anche per le vicende di Monte Croce Carnico (dove però non risulta l’esistenza di passaggi di Tir), avendo registrato risposte negative dalla Carinzia avrebbe chiesto un intervento del Presidente del Consiglio dei Ministri.

Asfinag, società autostradale austriaca, replica ricordando che i piani di intervento erano noti da anni, presentati in numerosi incontri, e che i lavori si eseguono sette giorni su sette. Ma la priorità sembra sempre essere quella del momento e il primo pensiero “all’economia”.

Una vicenda che ricorda altri episodi simili riguardanti il traffico pesante transfrontaliero il cui incremento e velocizzazione dovrebbe essere all’origine del rinnovato progetto di collegamento stradale Sequals-Gemona, che si annuncia su un tracciato di massima pesantemente impattante tra Dignano e Colloredo di Montalbano, in zone abitate, di qualità paesaggistica e di valore ambientale.

Per questo pubblichiamo un contributo inteso a fornire un quadro più ampio nel quale inserire la questione del traffico transalpino su gomma.

Le Alpi sono un ambiente naturale prima che un corridoio di traffico

Le Alpi sono la catena montuosa più importante d’Europa, ospitano 15 milioni di persone e molte altre visitano ogni anno la regione alpina per le vacanze.

Le Alpi devono affrontare molte sfide transfrontaliere e per questo, gli otto Stati che le abbracciano – Italia, Slovenia, Austria, Germania, Svizzera, Liechtenstein, Monaco e Francia –, hanno deciso dal 1991 di lavorare assieme e nel 2000 hanno firmato la Convenzione delle Alpi (https://www.alpconv.org/it/home/) quale trattato internazionale per proteggere e promuovere uno sviluppo sostenibile nella regione alpina. L’obiettivo è anche quello di dare voce alle Alpi in Europa e sulla scena mondiale.

Un lavoro costante che ha portato alla stesura di otto protocolli tematici e dichiarazioni recepite dai governi e dalle Regioni alpine con l’obiettivo di far dialogare, comprendere e promuovere una qualità della vita che tenga conto di un’economia sana, della diversità culturale, della qualità dell’ambiente e della vita.

Fra i vari protocolli quello sui trasporti è stato oggetto di importanti discussioni e confronti nella convinzione che la  popolazione locale debba essere posta in condizione di determinare essa stessa le prospettive del proprio sviluppo sociale, culturale ed economico, e nella consapevolezza che i trasporti non sono privi di ripercussioni sull’ambiente e che l’impatto ambientale dovuto ai trasporti provoca un crescente carico e rischi ecologici, per la salute e per la sicurezza, i quali richiedono un’azione congiunta.

Quindi nel territorio alpino si è resa necessaria una politica dei trasporti orientata ai principi di sostenibilità, nell’interesse della popolazione alpina, ma anche di quella extra alpina, altrettanto indispensabile per la conservazione delle Alpi come spazio vitale, naturale ed economico.

L’impegno degli Stati deve essere coerente con i protocolli sottoscritti, è evidente che c’è del lavoro da fare, è anche evidente che chi subisce i danni ambientali, di qualità della vita e di conseguenza economici, deve avere opportuni ristori. Quanto sottoscritto è un obiettivo rivolto al futuro.

A questo proposito l’Austria il cui territorio, pressocché totalmente compreso nell’arco alpino, subisce particolarmente l’effetto dell’inquinamento da attraversamento dei mezzi di trasporto su gomma, sostiene di aver adempiuto tutti gli impegni previsti dal Protocollo Trasporti, attraverso le notifiche effettuate e le ampie perizie sulle limitazioni del traffico finalizzate alla riduzione dell’inquinamento atmosferico, nonché attraverso la vasta campagna d’informazione sulle scadenze del contingentamento.

Alleanza per il Sempione

La Convenzione delle Alpi è coordinata da una Presidenza a rotazione biennale e nel 2022, a conclusione della Presidenza Svizzera è stato, su questo tema, promosso un Piano di Azione per il Protocollo Trasporti nominato “Alleanza per il Sempione” che in prima battuta l’Italia non ha voluto firmare. Poi all’inizio del mese di luglio 2023, in un incontro a Roma fra i ministri svizzero Rosti e italiano Salvini, quest’ultimo ha confermato il sostegno “verso lo zero emissioni nette nel settore dei trasporti nelle Alpi al più tardi entro il 2050”.

«Noi, le Ministre e i Ministri dell’ambiente e dei trasporti dei Paesi alpini, ci impegniamo a lavorare insieme per rendere la mobilità nella regione alpina clima-neutrale e clima-resiliente al più tardi entro il 2050, affrontando in modo congiunto le sfide della politica dei trasporti nelle Alpi».

Con il passaggio a una mobilità rispettosa dell’ambiente, non solo si contribuisce alla protezione del clima, ma si possono anche ottenere diversi altri benefici ambientali, economici e sociali.

Nella delicata regione alpina lo spazio riservato al sistema dei trasporti è particolarmente limitato. Passare, quindi, al trasporto pubblico, alla mobilità attiva o a quella condivisa può ridurre il consumo di suolo e la frammentazione del paesaggio. In questo modo è possibile promuovere la tutela del suolo, lasciando così più spazio, ai fini della loro connettività, agli ecosistemi alpini e alla biodiversità.

Tutto questo consentirà agli abitanti delle Alpi di subire un minore inquinamento acustico e atmosferico causato dal traffico stradale. Con il passaggio dalla strada alla ferrovia e grazie alle tecnologie a emissioni zero, saremo inoltre in grado di ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, contribuire in modo significativo ad aumentare l’efficienza energetica e promuovere ulteriormente l’espansione delle energie rinnovabili.

Tre ambiti di lavoro e cooperazione

Lavorando congiuntamente tra tutti i paesi alpini, si sono individuati tre settori di attività che possono fare la differenza. Questi settori sono il trasporto merci transfrontaliero e alpino, il trasporto passeggeri transfrontaliero e alpino e la mobilità turistico-ricreativa nelle Alpi. Per ognuno di essi, si definiscono attentamente gli obiettivi e le azioni che contribuiranno al loro raggiungimento. Il trasporto merci attraverso le Alpi è al centro di sforzi comuni, ma anche il trasporto passeggeri transfrontaliero e la mobilità turistica, che svolgono un ruolo fondamentale nella regione alpina, sono indispensabili per raggiungere l’obiettivo di un settore dei trasporti clima-neutrale e clima-resiliente.

Nell’implementazione delle azioni, necessita lavorare insieme e coinvolgere progetti pilota e di attuazione per ottenere un effetto positivo per l’intera regione alpina.

Inoltre, deve essere assicurato lo scambio reciproco di informazioni su idee, progetti ed esperienze nell’ambito della Convenzione delle Alpi portando avanti attivamente gli sforzi nei gruppi di lavoro.

Pertanto, aprire ricorsi e polemiche su questioni che hanno la necessità di essere riconosciute come problematiche da risolvere, e sulle quali necessita ricercare adeguate soluzioni attraverso la cooperazione non è utile.

Alleanza del Sempione – Piano d’azione

Verso lo zero emissioni nette nel settore dei trasporti nelle Alpi al più tardi entro il 2050.

Antonio Zambon

Già sindaco di Budoia e vicepresidente di Alleanza nelle Alpi – rete transfrontaliera dei Comuni alpini.

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