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tagliamento foto di apertura

Di traverso al Tagliamento


Con la delibera n. 530 dell’11 aprile 2024 la Giunta Regionale della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia ha deliberato gli interventi per la prevenzione e mitigazione del rischio idrogeologico lungo il corso del fiume Tagliamento.

La Giunta ha approvato la delibera sopra citata dopo aver preso atto dell’aggiornamento del Piano di Gestione del Rischio Alluvioni (PGRA) del distretto idrografico delle Alpi Orientali, adottato dalla Conferenza Istituzionale Permanente con deliberazione n. 3 del 21 dicembre 2021 e approvato con DPCM 1° dicembre 2022.  Nell’ambito del Piano Gestione Rischio Alluvioni (PGRA) del distretto Idrografico delle Alpi Orientali è stata prevista la realizzazione di un’opera finalizzata alla laminazione delle piene nel medio e basso corso del fiume Tagliamento denominata “Costruzione di una traversa laminante, con luci mobili a paratoie piane, adiacente al ponte di Dignano per la creazione di un bacino di espansione in linea, in alveo attivo”.

Alla Delibera è stato allegato il Documento Preliminare all’Avvio della Progettazione (DPP) che come previsto dall’art. 15 c.5 del D.P.R. 207/2010 e s.m.i. viene redatto dal Responsabile Unico del Procedimento. Il documento deve essere stilato all’avvio della progettazione, e deve contenere approfondimenti tecnici e amministrativi graduati in rapporto all’entità, alla tipologia e categoria dell’intervento da realizzare. Il DPP allegato alla Delibera ci permette di ricavare tutti i dati fondamentali per definire in linea di massima, l’opera di sbarramento tra Dignano e Spilimbergo. Lo sbarramento consentirà, in occasione delle piene eccezionali, di limitare la portata effluente verso valle attraverso la formazione di un invaso all’interno dell’area fluviale.

Analisi del progetto

L’opera sarà costruita in adiacenza al ponte stradale (Foto n. 1) in una sezione collocata a monte del ponte stesso; nella sezione dove verrà posizionato lo sbarramento la distanza tra sponda destra e sinistra è di circa 2,35 km.

Lo sbarramento che verrà costruito sarà a paratoie mobili ed entrerà in funzione con eventi di portata superiori a 4.000 m3/s. In pratica se consideriamo che nella stretta di Pinzano la portata per Tempi di Ritorno (TR) di 100 anni è di 4.625 m3/s la traversa laminante dovrà impedire che durante l’onda di piena transitino più di 4.000 m3/s, limite calcolato per far transitare in sicurezza la portata a valle; la portata in eccesso verrà trattenuta nel bacino di espansione che si creerà a monte della traversa. La capacità massima del bacino prevista nel progetto è di 29 milioni di m3 (Foto n. 2).

La superficie che verrà allagata a nord del ponte della SR464 è tutta compresa nell’area fluviale. All’interno di quest’area sono presenti molti insediamenti come l’Istituto d’Istruzione Superiore “Il Tagliamento”, il Centro Ricreativo Parrocchiale dell’Aquila, lo stadio comunale, aziende agricole, fabbricati residenziali nel comune di Spilimbergo e aree ricreative nel comune di Dignano (Foto n. 3). Il DPP prevede che nelle fasi di progettazione successive dovranno essere previste delle arginature adeguate alla salvaguardia degli insediamenti esistenti.

Per ottenere l’invaso massimo di 29 milioni di m3 il livello idrico che si dovrà raggiungere nei pressi del ponte, è pari a 105 m slm (sul livello del mare). La quota massima dovrà tener conto anche di un adeguato franco idraulico stabilito pari ad un metro, pertanto la quota massima della traversa raggiungerà i 106 m slm. Questo significa che se consideriamo la quota del piano stradale del ponte che è di 102 m slm, e la quota media delle ghiaie dell’alveo che è pari a 96 m slm, la sommità dello sbarramento sarà a circa 10 m rispetto alla quota media delle ghiaie e a circa 4 m rispetto al piano stradale del ponte.

Caratteristiche dell’opera di sbarramento

Sopra la quota dello sbarramento e lo spazio di sicurezza per lo sfioro delle acque è prevista la costruzione di un impalcato, sorretto dalle pile della traversa. L’impalcato largo almeno di 4 m, è necessario per l’alloggiamento degli organi di movimentazione delle paratoie e per consentire il transito dei mezzi per la manutenzione, l’ispezione e la sostituzione dall’alto degli organi di manovra. L’impalcato sarà munito di guard rail e parapetti, sarà connesso alla viabilità esistente attraverso i rilevati arginali e permetterà il collegamento tra la passerella centrale e le sponde del fiume. Se consideriamo questo ulteriore ingombro in altezza, alla fine della costruzione della traversa ci troveremo con un’opera che dal piano medio delle ghiaie al piano viabile dell’impalcato raggiungerà una altezza di circa 13 m (quota di 108 m slm), e sarà più alta di 6 m rispetto al piano stradale del ponte (Foto n. 4).

Le paratoie verosimilmente saranno in acciaio e complessivamente andranno a coprire le attuali aperture del ponte (35 arcate) ma non tutte saranno mobili, la scelta del numero di paratoie mobili verrà fatta in fase di progettazione. In luogo delle paratoie mobile, è prevista la costruzione di elementi fissi come ad esempio luci sotto battente, o elementi idraulicamente opachi come rilevati in terra, è evidente, come è stato evidenziato nel DPP, che la costruzione di elementi fissi, costruiti in corrispondenza delle arcate del ponte, può provocare delle alterazioni nel fiume sotto il profilo idraulico e morfologico (Foto n. 5).

Nel DPP si prevede che la traversa venga costruita in adiacenza al ponte stradale, e pertanto nella progettazione, dovrà essere valutata l’estensione verso valle della soglia di fondo in calcestruzzo fino a coprire i plinti di fondazione del ponte esistente, questo per evitare che l’acqua danneggi le pile del ponte esistente (Foto n. 6). Inoltre sempre in fase di progettazione dovranno essere considerati e valutati tutti i fenomeni di instabilità dipendenti dalle filtrazioni che si instaurano in fondazione per le opere idrauliche di questo tipo, ed eventualmente si dovrà prevedere la costruzione di diaframmi al di sotto della traversa e anche lungo gli argini.

La traversa laminante con paratoie mobili, sarà lunga 975 m, e lateralmente alla traversa verranno costruiti argini della stessa altezza che andranno a chiudere lo sbarramento sulle sponde in destra e sinistra Tagliamento. La lunghezza totale dello sbarramento sarà di 2.350 m (Foto n. 7).

È un’opera di forte impatto sia dal punto di vista paesaggistico che ambientale che lascerà segni devastanti sul territorio. Oltre a questo, c’è da considerare anche l’impegno economico, sia per la sua costruzione (sono già stati stanziati 200.000,00 €) ma soprattutto per la sua manutenzione; un impegno economico enorme per un’opera destinata ad entrare in funzione probabilmente 1-2 volte ogni 100 anni.

Casse di espansione in alveo e fuori

Il DPP prevede un ulteriore intervento da realizzarsi fuori alveo, in sinistra idraulica nei pressi di Madrisio nel Comune di Varmo. L’intervento consiste nella costruzione di un’opera di presa per prelevare l’acqua dal fiume e nella realizzazione di una cassa di espansione fuori alveo. La vasca di espansione sarà costituita da tre bacini collegati in serie tra loro attraverso sfioratori a stramazzo. Nel caso della piena con TR 100 anni le casse dovranno laminare una quantità d’acqua pari a 22 milioni di m3.

Con la traversa laminante tra Dignano e Spilimbergo di 29 milioni di m3 e quella nel comune di Varmo di 22 milioni di m3 l’Autorità di Bacino ritiene che per piene con TR di 100 anni, nel tratto compreso tra il ponte di Madrisio (ex SP 95) e il ponte stradale di Latisana (SS14) il passaggio dell’onda di piena potrà avvenire in sicurezza con una portata di circa 3600 m3/s.

(Ad esclusione del rendering n. 1, le slide sono tratte dalla citata delibera n. 530/2024)

Giorgio Damiano

Nato a Codroipo nel 1960 Laureato in ingegneria Civile (Difesa del suolo e pianificazione Territoriale) presso l’Università degli Studi di Udine, discutendo una tesi sul gli “Aspetti economici legati al Rischio Idraulico assunto per il dimensionamento delle fognature”. Già Commissario della commissione Laboratorio Tagliamento, istituita dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia con delibera di giunta n. 2657 del 16 dicembre 2010. Dal 1990 al 1996 Libero Professionista Dal 1996 lavora presso la Società Autostrade Alto Adriatico S.p.A. (già Autovie Venete S.p.A). Residente a Spilimbergo

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