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Cimpello-Sequals-Gemona. Progetti che vengono da lontano, respinti, ma ripresentati senza fine.


2 marzo 2024 Con un articolo su Il Gazzettino, anziché per le vie doverosamente istituzionali, la Regione annuncia di abbandonare l’ipotesi di proseguire la Cimpello-Sequals verso Gemona attraverso il devastante percorso Pinzano-Flagogna-Cornino-Majano. È la fine di una battaglia di vent’anni fra la politica regionale di varie Giunte succedutesi negli anni e la popolazione. È una delle tante vicende che fanno la storia del difficile rapporto fra i cittadini e i propri rappresentanti, i quali ultimi rispondono troppo spesso con una sorta di riflesso pavloviano agli interessi di quei soliti noti dediti a coltivare il profitto come metro di misura per ogni intervento che impatti sulla comunità e sul territorio (elettrodotti, sbarramenti idraulici, cementifici, impianti industriali, etc.). Purtroppo non è la fine della guerra, perché resta sul tappeto il progetto di completare il collegamento attraverso il ponte di Dignano e le colline di Rodeano e Fagagna.

Anni ‘70 Questa storia parte da lontano: il collegamento Sequals-Gemona, è presente con un’ipotesi di tracciato nel Piano Urbanistico Regionale Generale del 1978, e poi in una serie di documenti ufficiali di ANAS e della Regione Friuli-Venezia Giulia nel periodo 1984-1986.

Prima realizzazione: strada a scorrimento veloce a due corsie Cimpello-Sequals

1998 La conseguenza concreta di quelle previsioni fu la realizzazione del tratto di 28 chilometri da Pian di Pan (SS 13 presso Pordenone) a Sequals, inaugurata nel 1998. Da allora, il prosieguo del collegamento verso Gemona ebbe diverse formulazioni ipotetiche.

Maggio 2001 Quello, però, che costituì la matrice fondamentale di tutte le successive ipotesi fu il “Progetto preliminare di collegamento stradale tra la SS 464 a Sequals e la SS 13 a Gemona”, studio sviluppato dalla Provincia di Pordenone su mandato della Regione, nell’ambito del completamento del Corridoio stradale 5.  Il lavoro prevedeva una strada “a scorrimento veloce e a due corsie” in prosecuzione del tronco già realizzato da Cimpello a Sequals, che si sviluppasse su tre possibili tracciati: A (poi denominato “storico”) sul percorso alto da Sequals a Pinzano-Flagogna-Majano, B sul percorso Tauriano-Spilimbergo-Dignano-Majano, e infine B1 che era una variante della precedente pochi chilometri più a nord, e che riprendeva il percorso B sopra Dignano. Bastava la visione di due tabelle – in particolare – per aiutare i decisori a scegliere il percorso migliore. In una erano riassunti i punteggi rispetto all’indice di sensibilità (=impatto) riguardo al sistema fisico, ecologico, all’uso del suolo, ai vincoli sovraordinati, il cui valore cresceva con il crescere dell’impatto. Il valore era 98.4 per l’ipotesi A, 67.1 per la B e 89.9 per la B1. L’altra tabella era quella dei costi, rispettivamente di 333 miliardi di lire (A), 222 (B), 314 (B1).  L’evidenza suggerì ai sindaci interessati e consultati per la scelta di optare per l’ipotesi B. Fra l’altro, allora come ora, sembrava più logica un’arteria – se proprio era da fare – a servizio di centri come Spilimbergo, San Daniele e Majano.

Ma quando la scelta pareva compiuta, in una notte buia e tempestosa di fine 2001, la decisione fu capovolta a favore del tracciato A, complice il desiderio dei Comuni situati più a nord di avere un’arteria che promuovesse lo sviluppo di un territorio economicamente marginale.

Quell’anno nasce Angese-Associazione No Gemona-Sequals, il primo comitato di cittadini a salvaguardia del territorio. Davvero quattro gatti che iniziarono a studiarsi caparbiamente i documenti, contestando la scelta irrazionale e impattante che era stata fatta. Due anni dopo il comitato si scioglie in favore di uno più solido – Arca-Assieme Resistiamo Contro l’Autostrada – che raccolse, oltre alle problematiche sulla strada, anche quelle sul ventilato sbarramento di Pinzano (ma questa è un’altra storia) e che arrivò a contare oltre 500 soci.

Febbraio 2003 Esce lo Studio di Impatto Ambientale incentrato sull’ipotesi A, data ormai come scelta assodata. Sono centinaia di pagine che le associazioni studiano con attenzione. In esse emerge, a fronte di una stima di transiti giornalieri pari a 18 mila veicoli, che i valori della qualità dell’aria (ossidi di azoto, PM 10, etc.) sono fuori legge o ai limiti della normativa. E così dicasi per il rumore e sono evidenziate forti criticità per l’intera biodiversità dei luoghi attraversati. Nei quali ricadono ben 12 siti di interesse naturalistico (SIC, biotopi, etc.). Arriva in soccorso dei territori la mancanza di finanziamenti e il pericolo pare scampato.

Arriva l’autostrada!

Maggio 2009 Un consorzio formato da Autovie Venete, Impregilo, Rizzani de Eccher presenta una proposta di project financing di 975 milioni di euro per un’arteria autostradale a pedaggio e a quattro corsie che ricalca sempre il percorso storico. Per la quale il consorzio chiede la gestione di 50 anni. L’impatto sulla parte più pregiata del corso del Tagliamento è devastante: basta proiettare le stime sull’inquinamento dello Studio del 2003 su un numero di veicoli che inizialmente è stimato in 23 mila giornalieri, ma che dovrà raggiungere le 53 mila unità per rendere sostenibile l’opera. La quale occuperà un’area di circa 1.000 ettari, avrà una larghezza fino alle recinzioni di 27,7 metri (più le zone di rispetto), viadotti fino a 16 metri di altezza, terrapieni e trincee di grande impatto. Lo straordinario paesaggio, tutelato dall’art. 9 della Costituzione, si perderà per sempre.

Le associazioni si scatenano, organizzando decine di conferenze per illustrare la vera natura del progetto alle popolazioni che nulla sanno di ciò che sta passando sul loro capo (anche fisicamente!), preparando documenti, organizzando concerti sul Tagliamento e raccogliendo circa 5 mila firme che saranno presentate alla Regione. Inascoltate anche quando dimostrano che il progetto è un fallimento economico perché il transito a regime di 53 mila veicoli non si raggiungerà mai.

Agosto 2010 Una volta dichiarato l’interesse pubblico, la Giunta emana il bando di gara la cui scadenza al 20 dicembre dello stesso anno viene prorogata al successivo 18 febbraio 2011 e poi all’ 11 marzo. Due saranno le società partecipanti (Condotte e la spagnola SIS-Sacyr), ma dell’esito della gara non si saprà più nulla…

Finisce nel cassetto, riesce dal cassetto, ora tocca alla Dignano-Gemona…

Anni 2014-2018 Con la Giunta Serracchiani il progetto viene del tutto abbandonato a causa degli impatti, dei costi, restando anche il dubbio sulla sua effettiva utilità.

Agosto 2019 La prima Giunta Fedriga stanzia 292 mila euro per rinnovare uno studio di fattibilità che – causa l’epidemia di Covid – si concluderà solo nel 2022. Nella miglior tradizione, i risultati non vengono resi noti neppure dopo numerose sollecitazioni da parte di vari consiglieri regionali. In compenso le notizie trapelano il 2 marzo 2024 su Il Gazzettino a firma di un giornalista, evidentemente più titolato a sapere le cose di chi ha ruolo istituzionale. Da esse si apprende l’abbandono del tracciato A (storico) in favore di un collegamento a due corsie che userebbe molta della viabilità esistente attraverso Spilimbergo e Dignano per collegarsi all’A23 nel territorio di Buja.

Vent’anni fa, 31 maggio 1982 È difficile rappresentare l’intensità, la partecipazione e la tensione che hanno vissuto i protagonisti di questa storia. Fare un passo indietro di vent’anni aiuta a capire: a Flagogna c’è una manifestazione partecipatissima, questa volta contro lo sbarramento sul Tagliamento a Pinzano, lotta antesignana di quella all’autostrada. La tensione è forte. Interviene il sindaco di Forgaria Giovanni Cedolini con un discorso appassionato che gli costerà la vita. Poco dopo, colpito da infarto, muore.

C’è una politica che si sente padrona delle cose, dei territori e delle persone. C’è ancora, ed è quella che non ascolta e non condivide la vita del popolo (sì, il popolo, come non si dice più), la sua sapienza, le sue esigenze. Ma c’è ancora una coscienza civile che presidia la democrazia dal basso. Quella consapevolezza che, almeno questa volta, ha vinto. Un augurio per il futuro!

Alberto Durì

Presidente per un ventennio dei comitati di lotta (Angese prima, Arca poi) per la salvaguardia del Tagliamento e lo sviluppo sostenibile della Pedemontana.

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