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Cimpello – Sequals – Gemona, la strada infinita. Parla il Sindaco di Fagagna Daniele Chiarvesio


La presentazione ufficiale, prima ai sindaci della Comunità Collinare e poi alla Commissione consiliare regionale, dell’ultimo progetto della fertile filiera di alternative per il “collegamento Cimpello – Sequals – Gemona” sta creando un clima inaspettato, non solo nei Comuni più direttamente toccati dal tracciato “meglio rispondente” alle richieste dell’amministrazione regionale che, partendo da Dignano salirebbe tra Coseano, Rive d’Arcano e San Vito di Fagagna, per circondare Fagagna a nord, superarla alle spalle di Moruzzo e raggiungere la provinciale 49 tra Colloredo di Monte Albano e Pagnacco. Una ipotesi che ha fatto dire a chi conosce le località che i progettisti non hanno mai visto il territorio “dal vero”.
Anche per questo invece di commentare nel merito il tracciato prescelto, ci è sembrato più utile ed interessante verificare la tempestività e consistenza delle reazioni, una volta diffusa dai media l’ipotesi progettuale.
Ne parliamo dunque con Daniele Chiarvesio, sindaco di Fagagna, che per primo si dichiara molto sorpreso dalla pronta reazione della sua comunità che, ritiene, «sarà un fattore importante perché destinata, se rimarrà alta nel tempo, a far sì che il processo decisionale su quest’opera, se mai approvato dalla Giunta regionale lo studio di fattibilità, dovrà essere attento, pubblico e partecipato, ponderando tutti i costi ed i benefici, senza sopravalutazioni di punti di vista apparentemente generali o prevaricazioni per “cause di forza maggiore”».

Un progetto estraneo alla vocazione dell’area collinare

«E questo sarà necessario perché questo studio di nuova viabilità contrasta con vocazioni e progetti in atto non solo del Comune di Fagagna, ma di tutta l’area collinare. Essendo anche vicepresidente del Comitato esecutivo dalla Comunità Collinare ed avendo la delega alle opere pubbliche, penso ad esempio al piano di una rete ciclabile, per cui abbiamo ricevuto 10 milioni di euro dalla Regione, che coordini e realizzi un tessuto di piste in grado di drenare traffico ciclistico dalla Ciclovia Alpe-Adria e diffonderlo nel territorio, trasformandolo in visitatori, ospiti, clienti, di una crescente ospitalità e ricettività diffusa nel territorio rurale collinare e nei tanti punti di interesse archeologico, culturale, monumentale, paesaggistico. Non si può pensare ad una regione che punti all’offerta turistica e dall’altro voglia compromettere così il Friuli collinare…».
«È per questa e altre valutazioni sull’impatto di quest’opera sui valori ambientali e paesaggistici dell’area coinvolta che la mia amministrazione ha convocato un partecipato incontro pubblico il 15 aprile per informare la cittadinanza sullo studio di fattibilità dell’opera. La sera stessa è emersa forte la richiesta “cosa possiamo fare?” Così il 25 aprile all’Oasi dei Quadris, luogo simbolico che dista un centinaio di metri dalla strada “dei Quattro Venti” interessata dall’opera, abbiamo avviato la raccolta firme per una petizione al presidente del Consiglio regionale la cui prima firmataria, voglio sottolinearlo, è Anna Zannier, capogruppo di Insieme per Fagagna nel Consiglio comunale».
Una analoga e concordata iniziativa è stata avviata contemporaneamente anche dall’amministrazione comunale di Moruzzo. E in pochi giorni le firme, raccolte con l’identificazione dei firmatari, hanno superato le 5 mila.

Una risposta ampia e qualificata

Chiarvesio si definisce rallegrato e sorpreso da questo risultato. «Rallegrato perché sostengono e organizzano la raccolta delle firme non solo singoli cittadini e cittadine, ma significative associazioni e categorie economiche del Comune, come Oasi Cicogne OdV gestore dell’Oasi dei Quadris, il Barone Rosso gestore dell’area aereomodellistica, i commercianti di Fagagna, così come i proprietari della storica casaforte Brunelde, cioè di alcuni dei punti di forza dell’offerta di educazione ambientale, tempo libero sostenibile e ospitalità di qualità. Questa partecipazione mi convince della giustezza della scelta fatta. Ma sono sorpreso anche per l’inaspettata solidarietà e partecipazione che sto registrando anche da altre aree del Friuli, con richieste di moduli per contribuire alla raccolta firme, messaggi di adesione che continuano di ora in ora, una adesione che mi coinvolge e mi conforta come cittadino, al di là dei limiti e delle competenze della mia attuale funzione istituzionale e delle stesse intenzioni con cui abbiamo avviato la petizione. La gente si muove a tutela del territorio».
Al momento, insieme al Comune di Moruzzo, «non abbiamo deciso un limite di tempo o quantitativo per la presentazione della petizione al Consiglio regionale», ma il sindaco ritiene sia importante confermare e consolidare il consenso ed il risultato positivo di questi primi giorni, anche perché ricorda che molti degli altri Comuni che andranno al voto non potranno più esprimersi in maniera diretta ed istituzionale, approvando l’ordine del giorno di contrarietà allo studio come già fatto per ora dai Consigli comunali di Moruzzo, Fagagna e Pagnacco essendo iniziato il silenzio elettorale dal 25 aprile, e potendosi quindi riunire solo per deliberare atti urgenti e indifferibili, anche se questo potrebbe essere considerato tale.

Dopo il voto si vedrà.

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